Sondaggi politici: numeri shock su Giuseppe Conte. Ora cosa succede

Fratelli d’Italia si conferma il primo partito italiano, mentre il Movimento 5 Stelle guadagna terreno e Giuseppe Conte emerge come il nome preferito per guidare il campo progressista. È questa la fotografia della politica italiana restituita dal sondaggio Lab21.01 del 17 ottobre 2026, che evidenzia una competizione sempre più serrata tra le principali forze politiche.
Secondo le rilevazioni, il centrodestra raggiunge complessivamente il 43,2% delle intenzioni di voto, con un incremento di un decimo, mentre il cosiddetto campo largo si ferma al 43%, perdendo lo stesso margine. Una distanza minima, appena 0,2 punti percentuali, che restituisce l’immagine di uno scenario politico aperto e di equilibri ancora suscettibili di cambiamenti.
Nel frattempo, tra i partiti maggiori si registrano movimenti differenti: il Movimento 5 Stelle cresce, la Lega supera Alleanza Verdi-Sinistra e Azione si avvicina a una soglia decisiva per la rappresentanza parlamentare. Sul fronte opposto, arretrano Forza Italia e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
Fratelli d’Italia primo partito, il Pd resta al 20%
In cima alla classifica si conferma Fratelli d’Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, stabile al 28,2%. Il dato mantiene la formazione di maggioranza in una posizione di netto vantaggio rispetto agli avversari, nonostante la distanza tra le coalizioni sia molto più contenuta.
Al secondo posto si trova il Partito Democratico guidato da Elly Schlein, che resta fermo al 20%. Una percentuale che consolida la posizione dei dem all’interno dell’opposizione, ma che non basta, da sola, a ridurre il distacco dal partito della premier.
Il dato più interessante riguarda però il Movimento 5 Stelle. La formazione guidata da Giuseppe Conte guadagna due decimali e raggiunge il 13,6%, confermando una fase positiva nelle intenzioni di voto.
La crescita dei pentastellati potrebbe avere conseguenze anche sugli equilibri interni al fronte progressista. Il consenso attribuito a Conte, infatti, non riguarda soltanto il peso elettorale del suo partito, ma alimenta anche il confronto su chi debba assumere la guida della coalizione in vista delle prossime sfide politiche.
Futuro Nazionale arretra, Forza Italia perde terreno
Tra le forze che registrano una flessione figura Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che scende dello 0,1% e si attesta all’8,1%. Il dato interrompe, almeno temporaneamente, la crescita che aveva caratterizzato il movimento nei mesi precedenti.
Arretra anche Forza Italia, guidata da Antonio Tajani, che perde terreno e scende al 6,9%. La formazione azzurra conserva una posizione rilevante nel centrodestra, ma deve fare i conti con la crescita della Lega.
Il Carroccio di Matteo Salvini sale infatti al 5,6%, superando Alleanza Verdi-Sinistra, che registra una flessione e si attesta al 5,5%.
Il sorpasso ha un significato soprattutto politico: modifica i rapporti di forza tra alcune delle formazioni che compongono il panorama parlamentare e riaccende il confronto sulla distribuzione del consenso all’interno dei rispettivi schieramenti.
Per la Lega, il risultato arriva dopo la riconferma di Salvini alla segreteria. Per Alleanza Verdi-Sinistra, invece, il calo rappresenta un segnale da monitorare, soprattutto in una fase nella quale ogni decimale può incidere sul peso negoziale dei partiti nelle alleanze.
Azione al 3%, Italia Viva scende al 2,8%
Particolarmente delicata è la situazione dei partiti centristi, dove la distanza tra le diverse formazioni diventa decisiva per le prospettive elettorali.
Azione di Carlo Calenda raggiunge il 3%, una percentuale che la porta sulla soglia indicata nel sondaggio come riferimento per la rappresentanza parlamentare. Il risultato segnala una possibile ripresa per il partito, che nelle ultime rilevazioni mostra un andamento positivo.
Situazione meno favorevole per Italia Viva di Matteo Renzi, che scende al 2,8%. La formazione resta quindi al di sotto della soglia del 3% presa in considerazione nella rilevazione.
Gli altri partiti si collocano su percentuali più contenute: Sud Chiama Nord di Cateno De Luca è all’1,6%, +Europa all’1,1% e Noi Moderati allo 0,9%. Le altre forze minori raccolgono complessivamente il 2,7%.
Si tratta di numeri che evidenziano la difficoltà dei partiti più piccoli nel ritagliarsi uno spazio autonomo in un sistema politico dominato dalle formazioni maggiori e dalle dinamiche delle coalizioni.
Centrodestra e campo largo: la distanza è minima
Il dato complessivo sulle alleanze è uno degli elementi più rilevanti del sondaggio Lab21.01.
Il centrodestra raggiunge il 43,2%, mentre il campo largo si attesta al 43%. La differenza è di appena due decimi, una distanza che non consente di parlare di un vantaggio consolidato e che restituisce l’immagine di una competizione sostanzialmente aperta.
Da una parte, la coalizione di governo può contare sul primato di Fratelli d’Italia e sulla presenza di diverse formazioni con un peso elettorale significativo. Dall’altra, il campo progressista beneficia del consenso raccolto da Pd e Movimento 5 Stelle, ma deve affrontare il problema della leadership e della capacità di tenere insieme sensibilità politiche differenti.
La fotografia del sondaggio mostra quindi due schieramenti vicini nei numeri, ma chiamati a confrontarsi con questioni organizzative e politiche diverse.
Per il centrodestra, la sfida riguarda anche gli equilibri interni tra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega. Per l’opposizione, invece, il nodo centrale resta la scelta di una guida riconosciuta dalle diverse componenti della coalizione.
Giuseppe Conte in testa nella corsa alla leadership del campo progressista
È proprio sul tema della leadership che emerge uno dei risultati più significativi della rilevazione.
Alla domanda su chi dovrebbe guidare la coalizione progressista, gli intervistati indicano in maggioranza Giuseppe Conte, che raccoglie il 41,8% delle preferenze.
Al secondo posto si colloca Elly Schlein, con il 27,2%. La distanza tra i due è di 14,6 punti percentuali, un margine che evidenzia il vantaggio dell’ex presidente del Consiglio nella rilevazione.
Seguono Alessandro Onorato al 12,8% e Matteo Renzi all’11,1%. Più distanti Angelo Bonelli, al 4,2%, e Nicola Fratoianni, al 2,9%.
Il dato attribuisce a Conte una posizione di primo piano nel dibattito sulla futura guida del campo largo. Il consenso registrato dal leader pentastellato potrebbe rafforzare la sua capacità di incidere sulle strategie dell’opposizione, soprattutto in vista delle prossime scadenze elettorali.
Per Schlein, invece, la rilevazione rappresenta un elemento da considerare nel confronto interno al centrosinistra. Il Partito Democratico resta la seconda forza politica nazionale secondo il sondaggio, ma la preferenza espressa dagli intervistati sulla leadership della coalizione favorisce Conte.
Va comunque ricordato che le intenzioni di voto e le preferenze sulla leadership misurano aspetti differenti: il consenso attribuito a un possibile candidato non equivale automaticamente a una decisione definitiva dei partiti o degli elettori al momento del voto.
Sondaggi politici, una fotografia che può cambiare
La rilevazione Lab21.01 del 17 ottobre 2026 restituisce dunque un quadro caratterizzato da stabilità ai vertici e movimenti significativi nelle posizioni immediatamente successive.
Fratelli d’Italia conserva il primato con il 28,2%, il Partito Democratico rimane al 20% e il Movimento 5 Stelle sale al 13,6%. Sul fronte del centrodestra, la crescita della Lega si accompagna alla flessione di Forza Italia, mentre tra i partiti più piccoli si accentua la differenza tra chi riesce ad avvicinarsi alla soglia del 3% e chi resta distante.
Il dato politico più rilevante rimane però il testa a testa tra le coalizioni: 43,2% per il centrodestra e 43% per il campo largo. Una distanza minima, che rende difficile individuare un vincitore netto sulla base della sola rilevazione.
A questo si aggiunge il confronto sulla leadership dell’opposizione, con Giuseppe Conte davanti a Elly Schlein nelle preferenze degli intervistati.
La partita politica, dunque, resta aperta su due fronti: la competizione tra le coalizioni e la scelta di chi dovrà guidare il campo progressista. I numeri del sondaggio offrono una fotografia del momento, ma saranno le prossime rilevazioni e le decisioni dei partiti a chiarire se gli attuali equilibri siano destinati a consolidarsi oppure a cambiare ancora.







