Sondaggi politici, il Campo largo perde terreno e il centrodestra rimonta: effetto referendum già finito

L’attuale panorama politico italiano si presenta come un mosaico complesso, attraversato da tensioni, nuove formazioni e un equilibrio fragile tra le principali forze di governo e opposizione. Secondo le ultime rilevazioni di Termometro Politico, si registra una parziale inversione di tendenza nei consensi, che sembra segnare la fine dell’effetto post-referendum e una fase di assestamento delle forze politiche attuali.

Il centrodestra si consolida, ma non senza rischi

All’interno della maggioranza, Fratelli d’Italia si conferma come il perno centrale dell’alleanza di governo, mantenendo una posizione vicina al 29,2%. La resilienza del partito di Giorgia Meloni, nonostante le turbolenze internazionali e le sfide energetiche, indica una certa solidità, anche se il consenso resta appena sopra la soglia psicologica del 30%.

Sul fronte delle forze alleate, Forza Italia si mantiene stabile all’8%, mentre la Lega di Matteo Salvini mostra segnali di recupero portandosi al 7,6%, tentando di ridurre la distanza con gli azzurri. La presenza di Noi Moderati all’1% completa il quadro di una coalizione che, pur restando al comando con il 45,8%, deve fare i conti con il crescente peso di Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, che con il suo 3,4% rappresenta un elemento di disturbo e di possibile fuga di voti nell’area della destra più radicale.

La presenza di questa forza, difficile da ignorare, impone alla leadership di Meloni e Salvini di valutare strategie di gestione o alleanze più articolate, per evitare che una frattura con Vannacci possa indebolire la compattezza della coalizione.

Opposizione in affanno, ma con qualche preoccupazione

Sul versante opposto, il campo largo mostra segnali di stanca. Il Partito Democratico, pur rimanendo la seconda forza del Paese con il 22%, registra una leggera perdita di due decimi di punto. Elly Schlein si trova ad affrontare un consenso solido, ma ancora lontano dal potenziale di sorpasso, mentre il Movimento 5 Stelle perde leggermente terreno, attestandosi al 12,1%.

L’alleanza Verdi-Sinistra, in calo di tre decimi, si ferma al 6,2%, e anche Italia Viva e +Europa registrano leggere flessioni, rispettivamente al 2,4% e all’1,8%. La somma di queste forze si ferma al 44,5%, lasciando un margine di vantaggio di circa un punto e mezzo percentuale rispetto al centrodestra, confermando la leadership delle forze di governo nei sondaggi.

Fiducia e percezione dell’esecutivo

Un quadro paradossale emerge dall’analisi della fiducia nei confronti dell’attuale esecutivo. Sebbene i partiti di governo abbiano recuperato qualche punto nei sondaggi, il gradimento nei confronti di Giorgia Meloni appare molto basso: il 52,2% degli italiani dichiara di non avere fiducia nella premier, mentre solo il 26,7% si esprime positivamente. La polarizzazione è evidente: una fascia significativa di cittadini manifesta scetticismo e insoddisfazione, anche se la maggioranza sembra preferire la continuità piuttosto che il rischio di elezioni anticipate.

A conferma di questa dinamica, uno scenario di preferenza tra Meloni e Marina Berlusconi vede la prima nettamente in vantaggio con il 35,8%, contro un misero 4,5% della secondogenita di Silvio Berlusconi. Tuttavia, sorprende il fatto che il 53,7% degli intervistati rifiuti entrambe le figure, indicando una forte richiesta di rinnovamento o di rappresentanza diversa rispetto alle attuali leadership.

La questione elettorale e la voglia di stabilità

Nonostante il malcontento, gli italiani sembrano preferire la stabilità istituzionale: il 64,8% si oppone a elezioni anticipate, ritenendo che il Paese debba completare il suo mandato senza l’interferenza di crisi politiche o crisi di governo. Solo il 30,4% spinge per il ritorno alle urne, motivando questa scelta con la perdita di legittimità del governo dopo il referendum sulla giustizia.