Sea Watch “cavalca” la piazza: “A metà a marzo già in mare”

La manifestazione di Milano contro le politiche del governo sul fronte immigrazione ha visto sfilare per le strade della città anche alcuni esponenti delle ong che in queste settimane hanno avuto uno scontro duro con il Viminale.

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Da Opena Arms a Mediterranea fino a Sea Watch: tutti in piazza contro l’esecutivo e contro Salvini. Ma di fatto proprio da Sea Watch è arrivato un annuncio che di fatto potrebbe riaprire in modo netto il fronte col governo. La portavoce della Ong, Giorgia Linardi ha affermato: “Prevediamo di tornare in mare a metà marzo”. Una frase che di fatto suona come una “minaccia” per l’esecutivo che prosegue con la poltiica dei “porti chiusi” proprio per evitare lo sbarco in Italia dei migranti salvati in mare dalle navi umanitarie. In questo momento la nave si trova nel porto di Marsiglia per alcuni interventi dettati anche dai rilievi fatti dalla Capitaneria di Porto mentre l’imbarcazione si trovava nel porto di Siracusa. Ma potrà davvero tornare in mare così presto? A quanto pare no.

Infatti lo stesso staff della Sea Watch ha attaccato l’Olanda (Paese bandiera) che potrebbe frenare un ritorno in mare del natante: “Dopo la pressione legale di Sea Watch, l’Olanda ha revocato il blocco illegittimo della nave a Catania. Tuttavia mostra ancora l’intenzione di voler impedire la ripresa delle nostre operazioni di ricerca e soccorso anche al termine della manutenzione programmata in Francia”. Una presa di posizione chiara quella della Ong che attende il semaforo verde dall’Olanda. Arriverà già entro metà marzo?

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