Scontro tra treni in Spagna, morta la scienziata Marta Shahbazi: era sposata con un italiano e lascia due figli piccoli

Una vita dedicata alla ricerca scientifica, una carriera internazionale e una famiglia che l’aspettava. La tragedia ferroviaria in Spagna continua a restituire storie drammatiche e nomi di persone la cui vita è stata spezzata nello scontro tra due treni ad alta velocità. Tra le 69 vittime c’è anche Marta Shahbazi Alonso, biologa molecolare di 41 anni, ricercatrice di fama internazionale all’Università di Cambridge.

La conferma della sua morte è arrivata alla famiglia nella serata di sabato 31 ottobre, dopo giorni di angoscia e incertezza. La donna era sposata con l’italiano Mirco Petruzzelli e aveva due figli piccoli, Alma, di sette anni, e Darío, di appena tre. Una tragedia che ha colpito profondamente i suoi familiari e il mondo della ricerca scientifica, privato di una delle sue figure più promettenti.

A ricostruire la vicenda è stato il Sunday Times, che ha raccontato gli ultimi momenti della ricercatrice e il viaggio che avrebbe dovuto portarla a ritirare un importante riconoscimento scientifico.

Il viaggio per ritirare un premio si trasforma in tragedia

Marta Shahbazi si trovava a bordo di un treno ad alta velocità Ave diretto verso la provincia di Huelva. La destinazione era El Rompido, dove la scienziata avrebbe dovuto ricevere il premio José Luis Gómez-Skarmeta 2026, assegnato dalla Società spagnola di biologia dello sviluppo.

Un riconoscimento importante, arrivato grazie ai suoi studi sulle primissime fasi dello sviluppo embrionale umano e al contributo offerto alla ricerca scientifica internazionale.

Quel viaggio avrebbe dovuto rappresentare un momento di soddisfazione per la sua carriera. Prima di partire da Madrid, Marta aveva trascorso una serata insieme ai familiari. Nessuno poteva immaginare che sarebbe stato l’ultimo momento condiviso con lei.

La ricercatrice è rimasta coinvolta nel drammatico incidente ferroviario avvenuto nella provincia di Toledo, dove lo scontro tra due treni ad alta velocità ha provocato 69 vittime.

Il marito italiano e i due figli piccoli: «Avevamo appena cenato tutti insieme»

Dietro la notizia della morte di Marta c’è soprattutto il dolore di una famiglia distrutta dalla tragedia.

La ricercatrice era sposata con Mirco Petruzzelli, italiano, e aveva due bambini: Alma, di sette anni, e Darío, di tre. I piccoli vivono a Cambridge insieme al padre e avrebbero dovuto raggiungere la madre sulla costa spagnola proprio nella giornata di sabato.

Un appuntamento che non si è mai trasformato in un abbraccio.

A raccontare gli ultimi momenti trascorsi insieme è stato il fratello della donna, Carlos Shahbazi, 40 anni, ricercatore di matematica. «Avevamo appena cenato tutti insieme», ha ricordato al Sunday Times.

La famiglia sta affrontando anche il difficile compito di comunicare ai bambini una notizia tanto dolorosa. «Non abbiamo ancora raccontato loro quasi nulla», ha spiegato Carlos.

Il fratello ha ricordato Marta come una persona allegra, solare e profondamente legata alla vita costruita nel Regno Unito. Una donna che aveva saputo conciliare una carriera scientifica di altissimo livello con l’amore per la propria famiglia.

Chi era Marta Shahbazi: una scienziata di fama internazionale a Cambridge

Originaria della provincia di León, in Spagna, Marta Shahbazi aveva costruito negli anni una carriera accademica di grande prestigio.

Dopo gli studi e le prime esperienze all’Università autonoma di Madrid, aveva lavorato presso il Centro nazionale spagnolo per la ricerca oncologica, dove aveva conseguito il dottorato.

Dodici anni fa era arrivata nel Regno Unito, scegliendo Cambridge come luogo in cui proseguire la propria attività scientifica. Dal 2020 dirigeva un gruppo di ricerca autonomo presso il Laboratorio di biologia molecolare dell’università britannica.

I suoi studi erano concentrati sui meccanismi biologici che regolano lo sviluppo embrionale umano, un settore di ricerca particolarmente importante per comprendere le prime fasi della formazione di un organismo.

Tra i risultati più significativi del suo lavoro c’è una ricerca pubblicata su Nature Cell Biology, nella quale il suo gruppo aveva dimostrato la possibilità di mantenere embrioni umani in vitro oltre la fase in cui normalmente avviene l’impianto nell’utero.

Un contributo scientifico di grande rilievo, al quale si aggiunge lo sviluppo di modelli tridimensionali basati sulle cellule staminali, utilizzati per approfondire lo studio dell’embrione e della placenta.

I riconoscimenti e il dolore della comunità di León

Nel corso della sua carriera, Marta Shahbazi aveva ricevuto numerosi riconoscimenti per il valore delle proprie ricerche.

Nel 2019 aveva ottenuto il premio 3Rs, assegnato per gli studi finalizzati a ridurre l’utilizzo di animali nella sperimentazione scientifica. Nel 2026 era arrivato anche il premio Talento Emergente della Società dei ricercatori spagnoli nel Regno Unito.

Proprio mentre si preparava a ritirare un nuovo riconoscimento, la sua vita è stata spezzata.

La notizia della morte ha suscitato profonda commozione anche nella provincia di León, dove le autorità locali e il Comune di Carrizo de la Ribera, località d’origine della madre, hanno ricordato il valore del suo percorso umano e professionale.

Tra le vittime anche un’altra ricercatrice: morta Tamara González Costa

La tragedia ferroviaria ha portato via anche un’altra giovane scienziata originaria della provincia di León. Si tratta di Tamara González Costa, ricercatrice di Bembibre che lavorava presso l’Istituto di biotecnologia molecolare di Vienna.

Anche lei viaggiava sullo stesso convoglio coinvolto nel drammatico incidente. La notizia della sua morte è stata confermata dai familiari, secondo quanto riportato dal Diario de León.

Due vite, due carriere scientifiche e due storie personali spezzate nello stesso disastro.

Una tragedia che lascia famiglie distrutte

Mentre proseguono le procedure di identificazione e riconoscimento delle vittime, emergono nuovi dettagli sulle persone coinvolte nello scontro ferroviario.

La storia di Marta Shahbazi colpisce particolarmente per ciò che lascia dietro di sé: due bambini ancora piccoli, un marito e una famiglia che fino a poche ore prima aveva condiviso con lei una cena e momenti di normalità.

Avrebbe dovuto ritirare un premio per il suo lavoro, festeggiare un nuovo traguardo e tornare alla sua vita tra Cambridge e la famiglia. Invece, quel viaggio si è trasformato in una tragedia.

Resta il ricordo di una scienziata che aveva dedicato la propria vita alla ricerca e che, a soli 41 anni, aveva già lasciato un segno importante nella comunità scientifica internazionale.