Scontro barche a Venezia: “Gabriella non c’era”

Lo scontro tra barche a Venezia continua a tenere banco sul fronte della cronaca nazionale.
Barche, uomini ed elicotteri stanno passando al setaccio le acque senza sosta,a caccia di ogni elemento che possa rappresentare un prezioso indizio,
Intanto, sulle rive e agli imbarcaderi, cresce l’attesa dei familiari, ormai da giorni in apprensione.
Un’attesa logorante, accompagnata da domande e timori sempre più forti.
“Gabriella non c’era”, questo quanto dichiarato. Ma cosa sta succedendo?
Un caso, divenuto a tutti gli effetti, un giallo, quello dello scontro tra barche a Venezia. La ricostruzione dei fatti è al vaglio degli inquirenti, per i quali ogni testimonianza si può rivelare preziosa.
Ad acquisire un peso rilevante, è l’affermazione secondo la quale Gabriella non c’era… parole che, purtroppo, generano ancora più apprensione tra i familiari della ragazza.
Queste sono ore concitate, in cui ci si interroga su cosa le sia accaduto. Intanto il tempo passa, non lo si può fermare, e cresce la paura. Vediamo insieme cosa sta succedendo.
Intorno alle 23 di lunedì 14 settembre alla Polizia di Stato è arrivata la segnalazione . Una signora ha raccontato di aver visto un corpo galleggiare nella laguna, a Cannaregio. Alle 23.25 l’elicottero Drago si è alzato in volo, controllando il canale delle Fondamente Nove, Tessera e Burano. Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco e polizia. La ricerca riguardava Gabriella Querino, dispersa da sabato dopo l’incidente nel canale di Tessera. Lo scontro con un taxi aveva distrutto e affondato il barchino sul quale viaggiava con il marito Sean Michieli. L’uomo era rimasto ferito a mort*, mentre di Gabriella non c’erano tracce. Le operazioni erano state sospese dopo il tramonto, prima della nuova segnalazione.
La notizia ha rapidamente attraversato Venezia. Numerosi residenti si sono affacciati alle finestre oppure si sono radunati presso gli imbarcaderi della Madonna dell’Orto e di Sant’Alvise. Anche i gruppi di Sestiere hanno rilanciato le informazioni, accompagnandole con interrogativi. Il nome della donna, però, ha finito per spegnere subito ogni protesta e riportare tutti alla gravità della situazione.Nel frattempo, le squadre hanno continuato a perlustrare la laguna. Le imbarcazioni hanno scandagliato l’acqua, mentre a Sant’Alvise gli agenti hanno illuminato con le torce anche la secca. L’elicottero ha sorvolato le aree ritenute utili per individuare eventuali tracce. Ogni minuto poteva risultare determinante, ma le condizioni notturne rendevano l’intervento particolarmente complesso e rischioso. Dopo circa due ore, però, la speranza si è nuovamente scontrata con l’assenza di risultati. La marea aveva iniziato lentamente a risalire, rendendo ancora più difficili le operazioni. I lampeggianti blu sono quindi rientrati, mentre il Drago ha fatto ritorno alla base dell’aeroporto. Anche questa segnalazione non ha portato al ritrovamento di Gabriella, lasciando ancora aperto il mistero della sua scomparsa.


