Scontri durante Virtus-Maccabi: tensione altissima nel corteo pro Palestina

La serata si è accesa di tensione fin dalle prime ore, con migliaia di manifestanti radunatisi per contestare la partita di Eurolega tra Virtus Bologna e Maccabi Tel Aviv, considerata da molti come un evento politicamente sensibile. La città si è trasformata in un teatro di proteste e scontri, con il clima che si è fatto sempre più carico di slogan, cori e tensione crescente lungo il percorso del corteo.

Il corteo, partito dal centro di Bologna, si è mosso compatto, con l’obiettivo di avvicinarsi al PalaDozza, sede della partita. Tuttavia, l’avvicinamento si è scontrato con un fitto cordone di forze dell’ordine schierate a difesa dell’area riservata, creando un crescendo di frizioni tra manifestanti e polizia. Le prime schermaglie si sono trasformate in scontri aperti tra chi protestava e le forze dell’ordine, che hanno risposto con idranti, lacrimogeni e l’uso di mezzi antisommossa.

Il momento di massima tensione si è verificato tra via Lame e via Marconi, dove i manifestanti hanno tentato di superare le barriere, smontando parti di un cantiere e lanciando oggetti come bastoni, transenne, petardi e vernice. La risposta delle forze dell’ordine è stata immediata e dura: fumogeni, lacrimogeni e idranti sono stati impiegati per disperdere i gruppi più aggressivi, mentre il corteo si è frammentato in diverse direzioni, tra piazza Malpighi, Ugo Bassi e Marconi.

Nel caos, alcuni video diffusi sui social mostrano controlli serrati ai varchi di accesso alla zona del PalaDozza, con residenti e spettatori sottoposti a verifiche rafforzate, segno dell’altissimo livello di attenzione e delle misure di sicurezza adottate dalle autorità.

Il climax della protesta si è raggiunto poco prima dell’inizio della partita, quando una raffica di fumogeni ha nuovamente scatenato gli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. Gli agenti hanno dovuto ricorrere all’uso degli idranti per disperdere i gruppi più aggressivi, mentre oggetti e petardi continuavano a essere lanciati lungo il percorso che collegava piazza Maggiore al palazzetto, trasformato in un percorso disseminato di tensione e scontri.

Le proteste sono state accompagnate da un acceso dibattito politico. Il sindaco Matteo Lepore ha espresso la propria preoccupazione, chiedendo lo spostamento o il rinvio della partita, mentre il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito la fermezza dello Stato, affermando che «non decidono i violenti». L’ordinanza comunale e il massiccio schieramento di forze di polizia hanno confermato la volontà di garantire lo svolgimento dell’evento sportivo, nonostante l’altissima tensione e le contestazioni.

La serata di Bologna si conclude con un quadro di forte tensione, tra manifestanti che rivendicano le proprie posizioni e autorità impegnate a mantenere l’ordine pubblico, in un contesto che ha acceso i riflettori sulla delicatezza di eventi sportivi considerati simboli di un conflitto più ampio.