La protesta in piazza non si ferma. Le nuove misure imposte dal Dpcm del governo hanno acceso gli animi di chi non vedeva l’ora di scendere in strada.

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Ma se ieri di fronte a Palazzo Chigi il corteo pacifico dei ristoratori che hanno gridato a gran voce le loro ragioni ha fatto sperare in manifestazioni pacate e all’insegna della democrazia, l’altro ieri sera in piazza del Popolo si è scatenato l’inferno. Un centinaio di violenti ha tirato bombe carta e fumogeni. Tra loro anche militanti di Forza Nuova, che hanno preso la via per piazzale Flaminio e Lungotevere delle navi. Attacchi alla polizia, cassonetti e veicoli privati incendiati e atti vandalici di ogni tipo hanno portato al fermo di 13 persone e all’arresto di altre 7, tanto che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per danneggiamento e violenza privata. Il procuratore Michele Prestipino ora sta vagliando possibili collegamenti con i fatti di due sere fa a Napoli, dove ieri sera, centinaia di persone si sono riversate fino alle 23,30 pacificamente in piazza. Al grido di «libertà» e «lavoro» i commercianti hanno protestato contro il coprifuoco. Intanto i sindacati di Polizia ora chiedono pene più incisive verso chi aggredisce le forze dell’ordine. Il segretario generale del Siap, Giuseppe Tiani, chiede lo scioglimento di FN e parla dell’espressione «peggiore e più rozza di una sub cultura politica e sociale che nel linguaggio giornalistico e politico è aggettivata come neofascista. Il Siap – prosegue – esprime solidarietà e vicinanza a tutti i colleghi che sono stati impegnati e feriti per contenere e respingere la violenza di squallidi e opachi personaggi». Condanna arrivata anche dal segretario generale dell’Fsp polizia Valter Mazzetti: «Le leggi sono vetuste, anacronistiche e inadeguate: l’aggressione alle forze di polizia a prescindere, nella certezza di restare impuniti o di non subire conseguenze reali pur se puniti, è ormai la regola». Anche a Parma si sono registrati disagi, con un gruppo di giovani che ha circondato una pattuglia dei carabinieri intervenuta per evitare l’assembramento. Due minorenni sono stati denunciati, uno di loro è stato trovato in possesso di un coltello. E c’è preoccupazione per i prossimi appuntamenti. Ora l’attenzione è altissima. Per stasera alle 20.30 in piazza Castello a Torino è prevista una manifestazione definita «protesta del popolo» contro «dittatura, coprifuoco, lockdown». Ci si aspettano scontri tra la polizia e gli ambienti anarchici della città piemontese. E sempre oggi timori anche per Milano, dove sono è allarme per il rischio di infiltrazioni di frange estremiste nella manifestazione di protesta dei commercianti. Mercoledì sarà di nuovo la volta della Capitale, dove dalle 10.30 molti commercianti si riuniranno per un evento di fronte a Palazzo Chigi. Ma sulla rete ancora girano inviti per flash mob improvvisati e non autorizzati. Qualora dovesse arrivare una stretta ulteriore il rischio è che qualche frangia più violenta possa decidere di attaccare obiettivi sensibili e palazzi istituzionali. Ciò a cui puntano alcuni è il caos. Perché credono che la guerriglia urbana sia l’unica via per evitare le misure prese da un governo che sta affamando il popolo con la scusa di proteggerlo da una pandemia che si sta portando dietro problemi di ogni genere. Ecco perché le misure di sicurezza per presidente del Consiglio e ministri sono state innalzate in queste ultime ore. Ieri la scorta del premier Conte era impegnata a fotografare i ristoratori che manifestavano di fronte a Palazzo Chigi. Ma un conto è contenere qualche centinaia di brave persone, un altro delinquenti che non vedono l’ora di aggredire.

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