Sciopero del reggiseno per Carola, oggi le donne di sinistra vanno alla guerra del capezzolo…

Che sia per andare a lavoro, a fare la spesa o semplicemente una passeggiata, oggi tutte le donne (di sinistra, of course…) sono invitate a non indossare il reggiseno. Un’iniziativa promossa dall’hastag #freenipplesday (letteralmente giornata dei capezzoli liberi) che, anche in supporto a Carola Rackete finita nel mirino per essere andata in procura senza l’indumento intimo, punta ad affermare il diritto per le donne di scegliere come vestirsi, senza essere giudicate. Una iniziativa ridicola, se non fosse vera e se i politici di sinistra, il cosiddetto “partito di Carola”, non l’avesse sponsorizzata sui social cercando di cavalcare la “battaglia del capezzolo”.

A lanciare l’idea due ragazze di Torino, Nicoletta Nobile e Giulia Trivero, ma la location dell’evento è tutto il mondo e potranno partecipare tutti senza distinzione di sesso e genere. «Sì, cari uomini, in quel giorno anche voi potrete sentirvi liberi di non indossare quello stretto e scomodo strumento e tuttavia potervi esprimere senza essere giudicati. Rivendichiamo la necessità di un dibattito fondato su argomenti concreti e contestualmente denunciamo l’ennesimo atto di prevaricazione sul corpo femminile», si legge nella pagine Facebook dell’iniziativa.

«Il tutto parte dall’articolo di Libero che criticava la decisione di Carola Rackete di recarsi a testimoniare in Procura sulla vicenda dello speronamento e dell’attracco della Sea Watch a Lampedusa, senza indossare il reggiseno sotto la maglietta, dando così un segnale – secondo il quotidiano – di non nutrire rispetto nei confronti dei giudici.

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