Il piano per disincentivare l’utilizzo del contante studiato dal governo, il tanto citato “cashless” così caro a Giuseppe Conte ed al governo giallorosso, è pronto a partire.

Tutto avrà inizio con una fase di sperimentazione la quale, di certo non casualmente visto che si tratta del periodo in cui gli italiani aprono maggiormente il portafogli (anche se quest’anno con la crisi economica consequenziale alla pandemia Covid ed al lockdown imposto dall’alto saranno meno numerosi quelli a farlo), coinciderà col mese di dicembre incluso ovviamente Natale.

Le nuove norme del cosiddetto “cashback”, ovvero la promozione dell’uso del pagamento digitale ed ovviamente tracciabile, incentivata da dei rimborsi premio, entreranno in pieno regime nel prossimo 2021. Saranno proprio i regali sotto l’albero ad aprire la via a questo nuovo strumento del governo Conte ed i frutti per i coloro che aderiranno all’iniziativa del pagamento digitale tracciabile si dovrebbero vedere con precisione dal mese di febbraio.

Alcune delle linee sulle quali si muoverà il “cashback” derivano dallo studio della bozza del decreto promosso dal ministero dell’Economia e delle Finanze di cui ha preso visione Public Policy. Stando a ciò che si può da esse evincere, già nella fase sperimentale si potranno testare le condizioni previste per il resto dell’anno prossimo. Già durante il periodo di Natale, quindi, si potrà puntare ad ottenere il rimborso del 10% del totale delle spese effettuate con pagamento digitale tracciabile, ma si dovranno rispettare determinate condizioni per potervi accedere. Innanzi tutto un numero di transazioni con carta di credito pari a 10 o superiore e poi ovviamente un tetto di spesa che non superi i 1500 euro complessivi. Tutto questo, se si dovesse aver diritto al massimale previsto, potrebbe comportare un rimborso fino a 150 euro che, per quanto concerne questa fase sperimentale dicembrina, saranno riaccreditati sul conto corrente del contribuente entro il mese di febbraio.

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Come fare per accedere al concorso a premi? Si, perché in effetti dati i super premi previsti per i cittadini che realizzeranno il maggior numero di transazioni digitali appare come tale. Innanzitutto i primi requisiti richiesti sono il raggiungimento della maggiore età e la residenza in Italia, in secondo luogo sarà necessario scaricare l’App Io, cioè l’applicazione mobile gratuita promossa dal Dipartimento per la trasformazione digitale con lo scopo di rendere fruibili i servizi della Pubblica amministrazione su un’unica piattaforma. Al momento della registrazione bisognerà inoltre fornire il codice fiscale, gli estremi di una carta di credito e un Iban, dati necessari per il rimborso “cashback” direttamente sul conto corrente.

I rimborsi dovrebbero arrivare ogni 6 mesi (a luglio per il 2021 ed a gennaio e luglio per il 2022) e, come anticipato, saranno distribuiti anche due cosiddetti “super premi” da 1500 euro per i primi 100mila contribuenti che aderiranno al programma totalizzando il numero più alto di transazioni digitali.

Per partecipare bisognerà essere costanti con il cashless: saranno infatti richieste almeno 50 transazioni ogni 6 mesi, con un rimborso massimo di 150 euro (e 1500 euro di tetto massimo). L’adesione al “concorsone” è volontaria e si potrà abbandonare in ogni momento, pena la perdita dei punti accumulati. Per limitare i furbetti, inoltre, il Mef ha previsto l’impossibilità di far rientrare nell’annovero dei pagamenti da conteggiare quelli frazionati di uno stesso bene di consumo.

È lo stesso Giuseppe Conte ad introdurre con grande entusiasmo la sua “creatura”: “Il piano Italia cashless partirà già da dicembre per un sistema più digitale e trasparente con vantaggi sia per i consumatori che per i commercianti”, ha esordito il sedicente avvocato del popolo in conferenza stampa, come riportato da AdnKronos. Un sistema che “consentirà a tutti gli acquirenti che acquistano con carte e app rimborsi sino al 10%, con un super cashback fino a 3mila euro per chi userà la carta e con la lotteria degli scontrini”. Insomma un nuovo gratta e vinci, ma nessuna paura per chi vorrà continuare ad utilizzare il contante, almeno nelle intenzioni, dato che tutto è stato studiato”senza svantaggiare chi, per ragioni personali, resta legato all’uso del contante”.

ilgiornale.it

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