Santanchè zittisce la Lorenzin: «Quello che ho letto sulla morte di don Roberto fa schifo» (video)

Daniela Santanchè mette in ginocchio Beatrice Lorenzin. A Omnibus, il programma del mattino in onda su La7, si discute del brutale omicidio di don Roberto Malgesini, ucciso a coltellate a Como da un immigrato irregolare tunisino non espulso dal governo. La senatrice di Fratelli d’Italia attacca Beatrice Lorenzin, del Pd, che fa finta di nulla sul fatto che l’assassino fosse un clandestino.

Santanchè sulla morte di don Roberto

«Mi piacerebbe che quando  viene ammazzato un prete meraviglioso che si occupava degli ultimi da una persona che nella nostra nazione non doveva starci e che aveva in tasca il foglio di espulsione si avesse il tutti il coraggio di dire che è un immigrato clandestino», dice la parlamentare di FdI. E poi ancora. «Mi piacerebbe che l’umanità fosse questa e che non ci fossero morti di serie “A” e di serie “B”. Mi piacerebbe che non ci fosse ideologia nel combattere l’immigrazione clandestina».

Santanchè: «Quello che ho letto fa schifo»

«Quello che ho letto sulla sua morte fa schifo! Tutti hanno cominciato a dire che era un pazzo e un senzatetto, che era un ultimo. Pochi hanno avuto il coraggio di dire che era un immigrato clandestino perché sembrava che stonasse come nota in questo racconto che la maggior parte dei  grandi giornali ci propina ogni giorno. E anche i politici». E la Lorenzin interviene dicendo: «Forse l’elemento caratteristico rispetto all’immigrato clandestino è che era un malato di mente». La conduttrice la ferma subito: «Questo non è stato appurato».  E la Santanchè conclude amara: «Lorenzin, sei un esempio di quello che dicevo!». Dito puntato, insomma, contro i giornali e contro la sinistra che “censurano” alcuni elementi di una vicenda che ha sconvolto l’Italia intera.

Sulla cassa integrazione

Poi l’attacco al governo per la mancata cassa integrazione ai lavoratori. «Ma siete consapevoli che tanti lavoratori non hanno ricevuto la cassa integrazione? E solo grazie agli imprenditori hanno potuto mantenere i figli e fare la spesa che hanno anticipato la cassa integrazione, ma lo Stato non l’ha ancora pagata. La scuola è ripartita perché si vota!».