Rutte: “Dall’Italia 500 aerei per Epic Fury”. Esplode la polemica

ROMA – Le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sull’operazione militare “Epic Fury” hanno acceso il confronto politico in Italia, riaprendo il dibattito sul ruolo del nostro Paese nelle operazioni militari internazionali e sui rapporti con gli Stati Uniti.

Nel corso di un’intervista rilasciata a Fox News, Rutte ha affermato che circa 500 caccia statunitensi avrebbero utilizzato basi messe a disposizione dagli alleati della Nato, comprese quelle italiane, nell’ambito dell’offensiva contro l’Iran. Il numero uno dell’Alleanza Atlantica ha sottolineato come diversi Paesi membri abbiano fornito supporto logistico all’operazione.

“Paese dopo Paese, alleato dopo alleato, hanno messo a disposizione le proprie basi per l’operazione Epic Fury”, ha dichiarato Rutte, aggiungendo che le tensioni emerse tra alcuni alleati e l’amministrazione americana rappresenterebbero episodi isolati.

Le parole del segretario generale della Nato hanno provocato la dura reazione del presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che ha accusato il governo di non aver raccontato con chiarezza il coinvolgimento dell’Italia.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, le dichiarazioni di Rutte confermerebbero quanto sostenuto dall’opposizione nelle ultime settimane. “Crollano le favolette del governo e dei suoi trombettieri”, ha affermato Conte, sostenendo che il supporto logistico fornito dall’Italia all’operazione militare rappresenti un elemento di particolare gravità.

Il leader pentastellato ha inoltre definito il conflitto una guerra “illegittima”, accusando il premier israeliano Benjamin Netanyahu di aver trascinato gli Stati Uniti in un’escalation militare che, a suo giudizio, avrebbe avuto conseguenze negative anche per l’economia italiana.

Nel mirino di Conte è finita anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Richiamando una precedente dichiarazione della premier, che aveva affermato di “non condividere né condannare” l’operazione, il presidente del M5S ha ironizzato: “Se avesse condiviso ne sarebbero partiti 5.000?”.

L’attacco politico si è poi esteso alle scelte strategiche del governo nei rapporti con Washington. Conte ha elencato una serie di decisioni che, a suo giudizio, dimostrerebbero una linea troppo accomodante nei confronti degli Stati Uniti: dall’impegno ad aumentare le spese militari fino al 5% del Pil, passando per le questioni legate ai dazi commerciali, agli acquisti energetici e alle politiche fiscali riguardanti le grandi aziende tecnologiche americane.

Per il leader del Movimento 5 Stelle, la vicenda richiede un chiarimento istituzionale. “È doveroso che la presidente Meloni venga a fornire necessari chiarimenti al Parlamento e al Paese”, ha dichiarato, chiedendo un confronto pubblico sul ruolo svolto dall’Italia nell’ambito dell’operazione.

La polemica si inserisce in un contesto internazionale particolarmente delicato, segnato dalle tensioni in Medio Oriente e dalle discussioni sul coinvolgimento dei Paesi alleati nelle operazioni militari statunitensi. Un tema destinato a rimanere al centro del dibattito politico nelle prossime settimane, con l’opposizione che chiede maggiore trasparenza e il governo chiamato a rispondere alle accuse sul ruolo svolto dall’Italia.