Roberto Salis attacca il governo: “È repressione politica” dopo il caso Ilaria
Continua ad infiammare il dibattito politico italiano il caso di Ilaria Salis, l’europarlamentare coinvolta in una vicenda giudiziaria internazionale che si sta trasformando in uno scontro acceso tra le istituzioni e la politica. Dopo il controllo eseguito a Roma, il padre di Ilaria, Roberto Salis, ha pubblicamente rilanciato accuse durissime contro il governo e le sue scelte, alimentando un clima di tensione crescente.
Attraverso un lungo post sui social, Roberto Salis ha definito “repressione” quello che lui ritiene essere il modus operandi dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. “Il regime del governo Meloni, come tutti i regimi postfascisti, ritiene che il modo migliore per mantenere il potere sia reprimere con la forza l’opposizione”, ha scritto, puntando il dito contro presunti tentativi di intimidazione e di muscolarità politica. Secondo Salis, ciò non rappresenterebbe un episodio isolato, ma un sintomo di un clima politico più ampio, segnato da pressioni e strumentalizzazioni che avrebbero come obiettivo principale il mantenimento del potere.
Il fuoco di fila si è spostato poi sul ministro della Giustizia Carlo Nordio, accusato direttamente dal padre di Ilaria di potenziali azioni che però sarebbero state fermate per cause “debole” delle accuse. “Il processo potrebbe essere avviato facilmente, ma non si fa perché le prove raccolte dall’Ungheria sono campate in aria”, ha aggiunto Salis, sostenendo che le autorità ungheresi avrebbero presente prove inesistenti o irrilevanti per giustificare un’azione giudiziaria.
Non si sono fatte attendere le reazioni, e poche ore dopo Roberto Salis ha rivolto un appunto diretto anche al quotidiano Libero, di cui ha criticato aspramente la linea editoriale. “Il giornale mi accusa di attacchi infondati, ma non è in grado di confutare quello che dico”, ha scritto, ribadendo come le accuse mosse siano basate su evidenze di cui però, secondo lui, mancherebbe la solidità. La sua posizione si fa sempre più decisa: “Il governo preferisce lasciare questa vicenda senza soluzione per motivi politici, utilizzandola come strumento di propaganda”.
L’intervento di Roberto Salis si fa sempre più forte e generalizzato, arrivando a parlare di una vera e propria strategia della destra di governo, che avrebbe come obiettivo duplice: rendere più difficile l’attività politica degli avversari e alimentare un’opinione pubblica polarizzata. “Il peggior governo della storia italiana”, ha concluso, sembrando racchiudere in questa frase il senso del suo disappunto e della sua critica.
Il caso Salis, nato come vicenda giudiziaria internazionale, sta quindi assumendo una connotazione politica sempre più marcata, con scontri aperti tra le istituzioni e le forze di opposizione. Da un lato, si sottolinea la necessità di rispettare procedure e la cooperazione tra Stati; dall’altro, vengono lanciate accuse di uso strumentale e di repressione politica, alimentando un dibattito che si preannuncia lungo e acceso.