Roberto massacrato dal branco per difendere le figlie: rischia di perdere una gamba
Il cinquantenne è ricoverato al Cardarelli dopo la violenta aggressione avvenuta in piazza Vanvitelli, al Vomero. Sarebbe stato accerchiato da una decina di giovani e, dopo essere finito a terra, investito da un mezzo della nettezza urbana. Secondo quanto denunciato, le minacce alle figlie sarebbero proseguite anche dopo il pestaggio.
Una serata che si è trasformata in un incubo, una violenza dalle conseguenze gravissime e una paura che non si è placata neppure dal letto d’ospedale. È la drammatica vicenda di Roberto, un uomo di 50 anni aggredito sabato sera in piazza Vanvitelli, nel quartiere Vomero di Napoli, dopo essere intervenuto per difendere le sue due figlie minorenni. Il cinquantenne è stato ricoverato in codice rosso all’ospedale Cardarelli, dove i medici lo hanno sottoposto a un delicato intervento chirurgico per tentare di salvargli la gamba, gravemente lesionata.
A rendere ancora più inquietante la vicenda sono le presunte minacce che, secondo quanto denunciato, sarebbero continuate anche dopo l’aggressione. La preoccupazione più grande dell’uomo, infatti, non riguarderebbe soltanto le proprie condizioni di salute, ma soprattutto l’incolumità delle ragazze.
L’aggressione al Vomero: accerchiato da una decina di giovani
Secondo la ricostruzione diffusa nelle ultime ore, tutto sarebbe cominciato quando Roberto avrebbe cercato di intervenire per proteggere le figlie, che sarebbero state infastidite da un gruppo di giovani nella zona della movida del Vomero.
Il suo tentativo di difenderle avrebbe provocato la reazione violenta del gruppo. L’uomo sarebbe stato accerchiato da circa dieci ragazzi e colpito ripetutamente, fino a cadere a terra. Durante la concitata sequenza sarebbe poi stato investito da un mezzo della nettezza urbana, riportando lesioni particolarmente gravi a una gamba.
Un video circolato nelle ultime ore documenterebbe alcuni momenti dell’accaduto. Saranno gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire l’esatta dinamica dei fatti, la successione degli eventi e le responsabilità individuali dei partecipanti.
A denunciare pubblicamente la gravità dell’episodio è stato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha seguito la vicenda e incontrato la famiglia.
«Papà Roberto pestato selvaggiamente da oltre 10 ragazzini non ha solo la gamba maciullata ma ferite ed escoriazioni su tutto il corpo», ha riferito il parlamentare, descrivendo le condizioni del cinquantenne.
Le condizioni di Roberto: operato per salvare la gamba
Dopo l’aggressione, Roberto è stato soccorso e trasportato in codice rosso al Cardarelli di Napoli. Le lesioni riportate all’arto inferiore hanno reso necessario un intervento chirurgico delicato, effettuato con l’obiettivo di scongiurare l’amputazione.
Oltre alle gravi fratture alla gamba, l’uomo avrebbe riportato ferite ed escoriazioni in diverse parti del corpo. Al momento, tuttavia, non sono stati diffusi ulteriori dettagli sull’esito dell’operazione né sui tempi necessari per il recupero.
La violenza subita ha lasciato Roberto in una situazione estremamente difficile, ma, secondo quanto raccontato da Borrelli, il suo pensiero continua a essere rivolto soprattutto alle figlie.
Il timore è che quanto accaduto in piazza Vanvitelli possa avere un seguito e che le ragazze possano diventare nuovamente bersaglio di intimidazioni.
Le minacce alle figlie anche dopo il pestaggio
A rendere ancora più delicata la situazione sono le ulteriori intimidazioni denunciate dopo l’aggressione. Secondo quanto riferito da Borrelli e da Nelide Milano, portavoce delle mamme anti violenza a Napoli, le due ragazze sarebbero state nuovamente minacciate anche dopo il ricovero del padre.
Le segnalazioni riguarderebbero anche messaggi offensivi e intimidatori comparsi sui social, che avrebbero contribuito ad alimentare la paura della famiglia.
«La sua unica preoccupazione però è che il branco possa fare ulteriormente del male alle 2 figlie visto che le hanno continuate a minacciare anche dopo averlo ridotto in questo stato», ha denunciato Borrelli.
Il deputato e Nelide Milano hanno sottolineato la necessità di non considerare l’episodio una semplice bravata tra ragazzi, chiedendo che venga fatta piena luce su quanto accaduto e che la famiglia possa contare su adeguate misure di protezione.
Secondo quanto riportato dai due, diversi giovani coinvolti sarebbero già stati identificati. Spetterà comunque alle autorità verificare le singole responsabilità e accertare anche la natura delle presunte minacce successive al pestaggio.
Borrelli chiede un intervento delle istituzioni
La vicenda ha riacceso le polemiche sulla sicurezza nelle aree della movida napoletana e sul fenomeno delle aggressioni di gruppo che coinvolgono giovani e giovanissimi.
Borrelli e Nelide Milano hanno chiesto alle istituzioni di intervenire con decisione, affinché la famiglia di Roberto non debba vivere nella paura di ulteriori ritorsioni.
«Il papà Roberto ha mostrato un coraggio enorme per proteggere le sue figlie, ed è inaccettabile che oggi la famiglia debba persino vivere nel terrore di ritorsioni o nuovi attacchi da parte di questo branco irresponsabile», hanno dichiarato.
Tra le richieste avanzate c’è anche quella di un eventuale intervento delle istituzioni nel futuro procedimento giudiziario, attraverso la costituzione di parte civile, per dare un segnale concreto contro la violenza.
Sabato un presidio in piazza Vanvitelli contro la violenza giovanile
Per richiamare l’attenzione sul problema è stato annunciato un presidio in programma sabato proprio in piazza Vanvitelli, luogo dell’aggressione. Alla mobilitazione dovrebbero partecipare Borrelli, Nelide Milano, le mamme impegnate contro la violenza e altri cittadini.
Tra gli obiettivi indicati ci sono maggiori controlli nelle zone della movida, la presenza più costante delle forze dell’ordine e iniziative capaci di contrastare il ripetersi di episodi simili.
Nel frattempo, le indagini dovranno ricostruire ogni fase dell’aggressione e verificare le denunce relative alle minacce successive.
La storia di Roberto lascia soprattutto una domanda dolorosa: come può un padre, già gravemente ferito dopo essere intervenuto per proteggere le proprie figlie, continuare a temere per la loro sicurezza? Mentre l’uomo affronta il percorso di cura al Cardarelli, la famiglia attende risposte e protezione. Perché, oltre alle conseguenze fisiche del pestaggio, resta la paura che quella violenza possa non essere stata l’ultima.








