Ogni caso di scomparsa è a sè. Ci sono casi che si trasformano in gialli per tutta la vita, casi che vengono risolti positivamente e altri, purtroppo, che si chiudono con macabre scoperte.
C’è chi resta nel limbo degli scomparsi, con l’agonia dei familiari che si protrae a lungo e chi, al contrario, ne esce. La storia di Laura, questa splendida ragazzina che vedete in foto, ha commosso il mondo della cronaca.
In tanti l’hanno letta, in tanti hanno sperato che, prima o poi, potesse essere rinvenuta sana e salva, sino a quando sono arrivati degli aggiornamenti che hanno scosso i lettori.
Nel 1995, nel letto di un fiume lungo l’autostrada 129, vicino a Rogge Lane, nella contea di Santa Cruz, in California, sono stati scoperti i resti di un corpo senza nome e per quasi 50 anni, una famiglia di New York ha cercato la propria figlia, scomparsa nel nulla a soli 13 anni.Grazie ai progressi della scienza forense, è venuta fuori tutta la verità, in quanto quelle ossa appartengono a Laura O’Malley, questa ragazzina di soli 13 anni che vi abbiamo mostrato sorridente nello scatto d’apertura del nostro articolo e che tanto ci ricorda Emanuela Orlandi.
Di lei, non si è saputo più nulla il 26 agosto 1075, quando si è allontanata dall’abitazione in cui viveva a Long Beach, Long Island, sino alla clamorosa svolta, come riportato da The Independent e CNBC, dopo che l’ufficio dello sceriffo della contea di Santa Cruz ha deciso di riaprire il caso.Quando, nel 1995, vennero analizzati i resti, si seppe solo che si trattava di una femmina ma nulla di più. La datazione al carbonio stabilì che si trattava di una persona nata negli anni ’60 e deceduta tra il 1977 e il 1984.L’enorme passo in avanti è stato fatto una marea di anni dopo, quando un laboratorio specializzato in Dna forese, tramite l’ausilio di tecniche avanzate di genealogia genetica, risalendo ai familiari, ha confermato che questi resti appartenevano alla povera Laura O’Malley, scomparsa quasi mezzo secolo prima.


