Rieti, tragedia dopo la partita di basket: sassi contro il bus dei tifosi di Pistoia, la notizia sull’autista

 Una serata di sport si è trasformata in una tragedia senza precedenti. Un agguato vile e inspiegabile ha sconvolto la città di Rieti, lasciando dietro di sé un bilancio drammatico: un autista di 65 anni ha perso la vita dopo essere stato colpito da una pioggia di sassi e mattoni lungo la superstrada per Terni.

L’incidente si è verificato intorno alle 20:30, nei pressi di Contigliano, mentre il pullman noleggiato da una società fiorentina trasportava i tifosi del Pistoia Basket di ritorno dalla partita di Serie A2 contro la RSR Sebastiani Rieti. La scorta della polizia, che aveva accompagnato il convoglio, stava per terminare il servizio quando un gruppo di teppisti ha lanciato pietre e mattoni contro il mezzo, colpendo in modo fatale il parabrezza e ferendo mortalmente il conducente seduto accanto al guidatore.

L’autista, nato a Roma e residente a Firenze, era a un solo mese dalla pensione. La sua morte ha scosso profondamente la comunità sportiva e civile, lasciando un senso di sgomento e rabbia. Il collega che si trovava al suo fianco si è salvato per miracolo, mentre i passeggeri, ancora sotto shock, hanno descritto l’attacco come un vero e proprio bombardamento improvviso.

Caccia agli aggressori e indagini in corso
Immediatamente dopo l’accaduto, le forze dell’ordine di Rieti hanno avviato una vasta caccia ai responsabili. Decine di tifosi locali sono stati ascoltati, e cinque sostenitori reatini sono stati portati in questura per essere interrogati. La dinamica dell’attacco appare ancora più inspiegabile considerando che non si sono registrati incidenti gravi durante la partita, vinta dal Pistoia 88-73, né tensioni tra le tifoserie. Anzi, non esiste una rivalità storica tra le due tifoserie, rendendo ancora più incomprensibile il gesto di violenza.

Il presidente della RSR Sebastiani Rieti, Roberto Pietropaoli, ha espresso sdegno e cordoglio: «Tutto ciò che è successo è assurdo. Siamo sconvolti». La polizia sta lavorando per identificare e fermare i responsabili, che hanno trasformato una serata di sport in una tragedia.

Un anno nero per il basket italiano
L’episodio di Rieti si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza nel mondo del basket e dello sport italiano. Già nel 2024 si erano verificati episodi di violenza, come l’assalto di tifosi forlivesi a un bar di Rimini prima dei playoff, e quest’anno le autorità hanno dovuto imporre partite a porte chiuse per motivi di sicurezza.

La Federazione Italiana Pallacanestro ha definito l’agguato di Rieti un «atto insensato» e ha espresso vicinanza alla famiglia della vittima, sottolineando la necessità di rafforzare le misure di tutela e prevenzione.

Il dolore di una comunità e il futuro dello sport
La società Pistoia Basket 2000 ha diffuso un messaggio di cordoglio: «Siamo profondamente addolorati per la perdita di uno dei nostri autisti. La violenza di questa notte non ha nulla a che vedere con lo sport». Anche i giocatori e le autorità reatine si sono uniti nel dolore, ricordando che lo sport dovrebbe essere un momento di passione e aggregazione, non di violenza e morte.

Resta ora da capire cosa abbia spinto alcuni individui a trasformare una serata di sport in un atto di follia. La domanda che si pongono tutti è: quante altre vite dovranno essere spezzate prima che si possa tornare a vivere lo sport come passione e rispetto?

Un monito e un appello
L’episodio di Rieti riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle trasferte sportive e sulla necessità di interventi più efficaci per prevenire la violenza. La speranza è che questa tragedia possa rappresentare un punto di svolta, affinché lo sport torni a essere un luogo di gioia e di rispetto, e non di paura e morte.