Reddito di cittadinanza, che flop: in arrivo 100mila revoche


“Abbiamo abolito la povertà”, diceva un gongolante Luigi Di Maio all’approvazione della Finanziaria 2019 dell’allora governo gialloverde.

Il leader politico M5s si lasciava andare a tanto visto l’inserimento nella Legge di Bilancio del reddito di cittadinanza, storico cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. E i grillini, con questo sussidio dicevano che avrebbero aiutato per davvero i poveri.

I risultati, un anno dopo, sono noti. E sono disastrosi. E ora, oltre al danno di una misura fallimentare, anche la beffa: la revoca del sussidio a circa 100mila nuclei familiari. Il motivo? Mancata presentazione delle integrazioni richieste, circa lo stato della fedina penale e che non vi sia in essere un rapporto di lavoro in nero o d’altro tipo.

Il reddito di cittadinanza è un flop perché, come spiega Quotidiano.net, la cosiddetta “fase due” – ovvero la convocazione dei beneficiari dell’assegno pressi i centri per l’impiego, per il colloquio con i famigerati navigator – è impantanata nelle sabbie mobili. E da lì non ne esce.

Oltretutto, in questi mesi, sono stati scoperti diversi casi in cui i beneficiari fossero, in verità, falsi poveri, per non dire peggio: pregiudicati, spacciatori, strozzini e così via.

Il Quotidiano scrive che all’attenzione dell’Inps ci sarebbero infatti più di 100mila famiglie nel mirino del provvedimento di revoca. Facendo due conti, essendo 943milai beneficiari in tutt’’Italia, il 10% e rotti del totale sarebbe irregolare. Alla scadenza del 21 ottobre – si legge ancora – l’80% del totale ha fornito i documenti richiesti, mentre il restante 20% non ha adempito al compito, finendo a rischio.

E allora, anziché il milione e 248mila italiani che potenzialmente avrebbero potuto fruirne, il numero potrebbe scendere vertiginosamente a 850mila. Dimostrazione, l’ennesima, che il reddito di cittadinanza è stato malamente concepito dai suoi teorici e dunque maldestramente messo in pratica. E che, infine, è tutto fuorché una misura che combatte realmente la povertà.