RAPIMENTO KATA, SPUNTA UN TESTIMONE: “DEVO DIRE TUTTO”
Di Mia Kataleya Alvarez Chiclio neanche l’ombra. L’ex hotel è stato scandagliato in lungo e in largo, stanza per stanza, sul tetto, nei sotterranei, nelle intercapedini, nei cunicoli, in ogni spazio, anche in quelli apparentemente non di passaggio abituale. Si è cercato Kata nei cassonetti, nei tombini, nelle fogne ma nello stabile di via Maragliano lei non c’è.
Dov’è Kata, la bimba di 5 anni di origini peruviane di cui si sono perse le tracce sabato 10 giugno pomeriggio? Parliamo di un vero e proprio giallo e intanto il tempo sta passando a vista d’occhio dal giorno della scomparsa di Kataleya Alvarez.
Quando la madre è rientrata da lavoro nello stabile, ex hotel Astor, in cui viveva con la sua bambina e il figlio maggiore, di 8 anni, non l’ha più trovata. E’ da qui che tutto è iniziato. Un vero e proprio incubo, quello che la famiglia sta vivendo e che rappresenta un rebus per gli inquirenti dal momento che della minore non vi è nessuna traccia.

Pià passa il tempo, più si teme, ovviamente, che possa esserle successo qualcosa di grave. Un caso che sta tenendo tutti, dagli inquirenti, agli italiani, con il fiato sospeso per le sorti della splendida bambina di cui non sono state trovate tracce nel corso delle due maxi ispezioni, effettuate domenica 18 e lunedì 19 giugno dai reparti speciali dei carabinieri.
Nel giallo della scomparsa di Kata, è spuntato un testimone che ha deciso di dire la sua versione dei fatti e le sue dichiarazioni sono clamorose.
La pista del rapimento della piccola Kata, la bambina peruviana scomparsa a Firenze lo scorso 10 giugno, è quella, ad oggi, più accreditata dagli inquirenti. La Procura di Firenze ha deciso di acquisire tutte le telecamere della città, in modo da poterle passare in rassegna, una ad una e, nel frattempo, con la speranza che in qualche frame venga immortalata la piccola, continuano a spuntare testimonianze riguardanti proprio le ore nelle quali la piccola è scomparsa.
L’ultima testimonianza, in ordine di tempo, è stata rilasciata a “Mattino Cinque News“. Proprio alla trasmissione, una testimone che conosce molto bene le vie di fuga dell’ex hotel Astor, lo stabile occupato abusivamente dal settembre 2020 dal quale si sono perse le tracce di Kata, racconta di aver sentito una bambina piangere proprio quel giorno: “Questa bambina l’ho sentita piangere e urlare: mamma, mamma, mamma, è vero che in quell’hotel ci sono molto bambini. Non era un grido come gli altri: mi si è spezzato il cuore quando ho sentito quelle urla”. Questo il racconto della signora Elisa alla trasmissione di Canale 5.
Intanto le ricerche proseguono senza sosta. Oltre all’uso delle immagini delle telecamere, verrà inoltre approntato un vasto dispiegamento di personale dei gruppi di specializzazione dei carabinieri. Nel vertice degli inquirenti, inoltre, sono stati ricostruiti gli orari relativi ai momenti della sparizione della bambina.
Kataleya Alvarez, questo il nome completo della bambina, si trovava nel palazzo dell’ex albergo Astor, attualmente occupato da varie famiglie, mentre la madre era al lavoro. Una volta rientrata, la mamma non l’ha più trovata, decidendo quindi di sporgere denuncia ai carabinieri. Gli appelli della madre –
Negli ultimi giorni la madre, Kathrina Alvarez, bambina ha lanciato più appelli: “È impossibile che si sia persa da sola, qualcuno l’ha presa e l’ha portata via – ha detto alla stampa -. Ho detto ai carabinieri chi può essere stato. Solo Dio sa quello che sento, mettete una mano sul cuore e liberatela”. Tutte le ipotesi sono aperte, compresa quella del rapimento. La bambina, al momento in cui è scomparsa, indossava una maglietta bianca e pantaloni viola.
