Rai, prove schiaccianti contro il presentatore: “Picchiata, presa a calci e insultata”

La Rai non è solo una delle emittenti televisive e radiofoniche in assoluto più seguite dai telespettatori italiani, ma una grande famiglia che, nel bene e nel male, proprio come nella formula che si pronuncia durante un matrimonio, ossia “nella buona e nella cattiva sorte”, risente delle vicende che coinvolgono i suoi protagonisti.
Al di là del palinsesto, al di là dei dati ascolto che contribuiscono al successo o meno di un programma, esistono delle dinamiche che emergono in altre sedi, come in quelle processuali, le quali, quando diventano di pubblico dominio, fanno molto rumore, correndo veloci sui siti d’informazione.
La Rai, proprio in queste ore, è stata scossa da una vicenda che riguarda un suo volto storico, peraltro largamente apprezzato dal pubblico per via delle sue capacità divulgative e informative.
Parliamo di un brillante presentatore, che è finito al centro di una vicenda giudiziaria molto travagliata e forte, tra lo sconcerto e l’incredulità di tutti coloro che lo hanno sempre seguito, in tutta la sua carriera e che hanno ricevuto, in queste ore, delle news agghiaccianti sul suo conto, dal momento che è stato preso un pesante provvedimento.
Si parla di prove schiaccianti contro il presentatore della Rai ma cosa sta succedendo?
Dieci mesi di condanna, pena sospesa, per stalking e lesioni nei confronti della sua ex. Questo è ciò che il giudice ha stabilito, nei confronti di un conduttore e giornalista di spicco della Rai, che verrà avviato ad un percorso di recupero presso enti o associazioni che si occupano di ‘uomini mal trattanti’, come statuito.
La sentenza è stata emessa dai giudici della IV Sezione Penale del Tribunale di Roma, nei confronti del giornalista e conduttore Rai Enrico Varriale, uno dei volti storici del piccolo schermo italiano.
La legale che difende l’ex compagna di Varriale si è detta soddisfatta per quanto statuito, ribadendo che l’imputato ha ripetutamente violato il diritto della donna alla libertà e alla sicurezza, “ignorando i suoi no, la sua paura, la sua volontà di chiudere la relazione e di non avere più con lui alcun rapporto”.
Il giornalista, come riportato da fanpage.it, avrebbe usato nei confronti della ex parole come “troia, mignotta”, pedinandola e compiendo azioni che parlano da sole, tra cui insulti, calci, schiaffi, descrivendo un modello di possesso che non ha nulla a che vedere con l’affettività.
Questo ha avuto ripercussioni consistenti, ha precisato la legale, nei confronti della sua assistita che ha dovuto cambiare in toto le sue abitudini di vita, chiedendo aiuto ad un centro antiviolenza per ricevere il supporto psicologico. “Grazie al coraggio della donna e all’efficacia dell’azione processuale, oggi possiamo dire che giustizia è stata fatta”, ha chiosato l ‘avvocato. Capita che, quando una relazione finisce, una delle due parti non si rassegni facilmente alla rottura e questo è l’esempio lampante di come la situazione sia degenerata. Una vicenda forte, questa, che ha scosso la Rai e tutti i suoi telespettatori.


