Pubblicò la foto di un avvocato “sporcaccione”: sindaco va a processo

Pubblicò la foto di un avvocato “sporcaccione”: sindaco va a processo

Diffuse su Facebook la foto di un avvocato immortalato mentre stava gettando la spazzatura per strada, pur oscurandone il volto e,dandogli allo stesso tempo anche dello sporcaccione.

Per questo motivo il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, sarà processato nel 2020. Assieme a lui anche l’ex comandante della polizia municipale Gaetano Di Giovanni. Andiamo con ordine per capire cos’è successo.

Era il 15 marzo del 2018 quando il primo cittadino di Agrigento pubblicò sulla sua pagina Facebook un post che ritraeva un noto avvocato agrigentino mentre lanciava dal finestrino della macchina un sacchetto contenente la spazzatura. Il volto era oscurato, anche la targa della vettura era stata coperta ma, ovviamente, le fattezze fisiche dell’uomo e il tipo di auto non sono apparsi del tutto nuovi a chi lo conosceva già e, nel giro di poco tempo, si è saputo subito che lo “sporcaccione” fosse un avvocato quarantenne del luogo. Già, “sporcaccione” è stato l’appellativo che il sindaco ha dato all’uomo nel post unitamente alla frase ironica” Immondizia challenge 2017-2018, lanciatore seriale n.1″. Per il gesto l’agrigentino è stato anche pesantemente sanzionato. Da parte del professionista nulla da ridire sulla multa elevata nei suoi confronti ma, sul gesto del sindaco, ha avuto tanto da contestare fino a portarlo in giudizio.

Ebbene, il quarantenne ha mal digerito di vedere la sua immagine pubblicata sui social accompagnata da quelle frasi e così, a distanza di quasi due anni da quel post, il sindaco e l’ex comandante municipale sono stati citati in giudizio con le accuse di diffamazione aggravata e trattamento illecito dei dati personali. Il giorno della prima udienza è stato fissato al 2 marzo prossimo davanti il giudice monocratico. Secondo il pubblico ministero, i due avrebbero offeso la reputazione e l’onore del professionista in quanto la foto, pubblicata senza il suo consenso, lo avrebbe reso” riconoscibile ai suoi concittadini del piccolo comune di Aragona, pur con il volto e la targa oscurati”. Le aggravanti contestate sono quelle dell’abuso dei poteri inerenti la funzione pubblica e l’avere commesso il fatto “con il mezzo di pubblicità costituito da Facebook”. Inoltre, il trattamento illecito dei dati personali, avrebbe causato all’avvocato “danno alla professionalità e onorabilità avendo associato la sua immagine a quella di chi abbandona rifiuti in violazione delle prescrizioni in materia di raccolta differenziata con esposizione al pubblico ludibrio”.

Non è tardato lo sfogo del primo cittadino intervenuto con una nota subito dopo aver ricevuto la notifica della citazione in giudizio: “Mentre combatto una battaglia contro gli incivili che abbandonano sacchetti di spazzatura ovunque, colpevoli di sporcare la città, a me tocca, perfino, difendermi da uno di loro. Provo tanta amarezza. Si è sentito leso nella sua persona e oggi più di prima si espone al pubblico giudizio. Dare la caccia agli incivili – continua il sindaco – è un mio dovere, così come nostro compito è far rispettare le regole. È un dovere verso i nostri figli per il futuro di Agrigento”.