Prima notte in carcer* per Mario Roggero: ecco cosa hanno fatto gli altri detenuti

Mario Roggero ha trascorso la sua prima notte nel carcere di Bollate, dove ha iniziato a scontare la pena definitiva.
L’ingresso nell’istituto penitenziario ha segnato l’inizio di una quotidianità completamente diversa.
All’esterno continuano le manifestazioni di sostegno, mentre all’interno cresce l’attenzione per il suo inserimento nella struttura.
C’è però un dettaglio che ha colpito particolarmente nelle prime ore trascorse dietro le sbarre.
Qual è stata la reazione degli altri detenuti al suo arrivo?
Le prime ore di Mario Roggero nel carcere di Bollate sono trascorse tra visite mediche, colloqui con il personale e l’impatto con una realtà completamente diversa rispetto alla vita precedente. Il gioielliere divide la cella con un detenuto più anziano, condannato per traffico di sostanze stupefacenti, descritto dal suo legale come una persona disponibile con cui avrebbe instaurato subito un buon rapporto.
Nel reparto sono presenti anche detenuti molto conosciuti, tra cui Fabio Savi della banda della Uno Bianca e Massimo Bossetti. Roggero ha portato con sé una valigia con vestiti, alcuni libri e persino il proprio cuscino, cercando di rendere meno difficile il primo impatto con la permanenza in carcere.
Tra le sue priorità c’è stata quella di contattare la famiglia. La telefonata con la moglie è arrivata nel pomeriggio, mentre il giorno successivo ha incontrato il suo avvocato Stefano Marcolini, confidandogli di voler proseguire ogni possibile iniziativa giudiziaria per ottenere una revisione della propria posizione.
A sorprendere è stata soprattutto l’accoglienza ricevuta dagli altri detenuti. Contrariamente a quanto qualcuno poteva immaginare, il suo arrivo è stato accompagnato da una sostanziale indifferenza. Nessuna particolare reazione, ma un clima tranquillo, con il disagio principale legato piuttosto alla forte attenzione dei media concentrata sul carcere.
Secondo il legale, anche il personale penitenziario avrebbe mostrato un atteggiamento umano e rispettoso nei confronti di Roggero. Intanto, fuori dal penitenziario, prosegue la mobilitazione dei sostenitori che chiedono un provvedimento di grazia o, almeno, la possibilità di accedere ai domiciliari. Sul fronte giudiziario resta invece aperta anche la questione del risarcimento riconosciuto ai familiari delle vittime, mentre la vicenda continua a dividere profondamente l’opinione pubblica.


