Ponte sullo Stretto, riunione d’urgenza a Palazzo Chigi: cosa succede ora

Dopo il pronunciamento negativo della Corte dei Conti sulla delibera del Cipess riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina, il governo italiano ha risposto con fermezza, convocando una riunione d’urgenza a Palazzo Chigi. All’incontro, svoltosi nella mattinata di giovedì, hanno partecipato il ministro dei Trasporti Matteo Salvini e il vicepremier Antonio Tajani, quest’ultimo collegato dal Niger. Al termine del vertice, il governo si è mostrato “compatto e determinato ad andare avanti” con il progetto.

La posizione del governo: lavori previsti a febbraio

Matteo Salvini, al termine dell’incontro, ha dichiarato di essere “tranquillo e determinato” e ha assicurato che l’esecutivo risponderà “punto per punto ai rilievi della Corte”, ribadendo l’intenzione di procedere con i lavori. «Mi sarebbe piaciuto partire a novembre, ma i cantieri apriranno a febbraio», ha affermato il ministro. Salvini ha inoltre sottolineato che la decisione della Corte “non rappresenta uno scontro tra poteri”, bensì un passaggio tecnico, e ha assicurato che il governo fornirà tutte le informazioni richieste “nella piena legalità”. Ha concluso invitando a non vedere la questione come una vendetta giudiziaria.

Il sostegno di Tajani e il messaggio di unità

Dal suo volo verso il Niger, Antonio Tajani ha confermato il sostegno all’opera, precisando che “non è un ponte della Lega o sovranista, ma un ponte degli italiani”. Il vicepremier ha evidenziato come il progetto possa creare “ricchezza, lavoro e connessioni tra Sicilia e Calabria”, definendolo “un’infrastruttura unica e irripetibile”.

Le reazioni politiche e le posizioni delle forze di maggioranza

Forza Italia, attraverso la sottosegretaria Matilde Siracusano, ha ricordato che, anche in caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei Conti, il governo può chiedere una deliberazione del Consiglio dei ministri per superare i rilievi. «Altro che game over», ha detto, sottolineando che l’esecutivo può comunque assumersi la responsabilità politica di procedere nell’interesse nazionale. Tullio Ferrante di FI ha denunciato un’“opposizione giudiziaria inammissibile”, mentre Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia ha parlato di “invasione di campo” da parte della magistratura contabile. Più cauto il senatore Paolo Barelli, che ha affermato: «La Corte ha fatto il suo lavoro. Vedremo se serviranno chiarimenti».

La posizione della Corte dei Conti e le reazioni delle istituzioni

In una nota ufficiale, la Corte dei Conti ha precisato che la propria decisione riguarda “profili giuridici e finanziari” del piano economico del Ponte, senza entrare nel merito politico. “Le nostre deliberazioni non sono sottratte alla critica, ma devono svolgersi nel rispetto dell’operato dei magistrati”, si legge nel comunicato, ribadendo che il controllo di legittimità è “fondamentale per la tutela della spesa pubblica”. L’Associazione Nazionale Magistrati ha espresso solidarietà ai colleghi contabili, definendo gli attacchi “ingiustificati e pericolosi per la tenuta istituzionale”.

Le opposizioni attaccano duramente

Le opposizioni sono sul piede di guerra. Andrea Casu del Pd ha chiesto un’informativa urgente in Aula, definendo “gravissimo” il modo in cui il governo ha reagito al pronunciamento della Corte. Francesco Boccia ha sottolineato che “la Corte tutela i soldi pubblici, non sono soldi di Salvini” e ha chiesto rispetto per le istituzioni. M5S e Verdi hanno invece criticato l’operato del governo: Barbara Floridia ha parlato di “delirio di onnipotenza”, mentre Angelo Bonelli ha denunciato un progetto “vecchio di 28 anni”, accusando il governo di voler “aggirare le procedure per evitare una nuova gara”. I comitati “No Ponte” hanno annunciato una manifestazione il 29 novembre a Messina, con lo slogan: «Giù le mani dallo Stretto».

Tensione crescente in Parlamento

Nel frattempo, la tensione si sposta in Parlamento, dove i 5 Stelle valutano anche una mozione di sfiducia contro Salvini, segnale che la battaglia, più che tecnica, si sta trasformando in una disputa politica aperta. La vicenda del Ponte sullo Stretto si conferma come uno dei temi più caldi dell’attuale agenda politica italiana, tra scontri istituzionali e forti prese di posizione delle forze politiche coinvolte.