Ferrara, dicembre 2016 – Forze dell’ordine con le mani legate a doppio filo dall’assenza di leggi severe e concrete tutele, mentre i malviventi sono liberi d’aggredire verbalmente e fisicamente perchè garantiti da una sostanziale impunità. È l’emergenza denunciata con forza dai sindacati polizia che vivono ogni giorno la difficile situazione sulla loro pelle. Dall’inizio dell’anno sono già state oltre 120 le denunce a piede libero e gli arresti per resistenza, violenza o oltraggio a pubblico ufficiale. Un dato che fotografa in tutta la drammaticità un fenomeno tanto preoccupante quanto in costante crescita.

«In queste condizioni è molto difficile andare avanti e riuscire a svolgere serenamente il proprio lavoro», riflette amareggiato Luca Caprini (Sap). Rimarca che ormai «si è arrivati ad avere il terrore di intervenire: si pensa alle conseguenze del proprio agire correttamente. E questo a causa di leggi che non tutelano affatto». Oltre al concreto rischio di essere aggrediti, c’è il timore «di venire denunciati da individui che non hanno nulla da perdere. E questo significa pagarsi l’avvocato di tasca propria per anni». «Assistiamo all’innalzamento dei fenomeni di violenza, oltraggio e resistenza: ormai siamo alla media di una denuncia ogni 3 giorni», rimarca Enrico Vincenzi (Silp-Cgil).

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Sollecita una costante presenza «di agenti sul territorio e maggiori controlli: non potranno far altro che disincentivare i comportamenti aggressivi. Mezzi migliori e maggiori risorse umane con cui presentarsi ai controlli scoraggerebbero i malintenzionati». «Nelle forze dell’ordine – conclude – sono impiegate persone che hanno il dovere di garantire la legalità ma che hanno però anche il diritto di terminare il turno di lavoro incolumi».

«Le aggressioni verbali e fisiche sono in continuo aumento: e tutto questo è la conseguenza del clima avvelenato che viviamo in questi tempi», interviene Alessandro Chiarelli (Siap). Plaude all’intervento del questore: «I casi sono in crescita anche perchè aumentano i controlli. Ma c’è anche tanto altro». Innazitutto il ruolo delle forze dell’ordine «non viene più riconosciuto come dovrebbe, specialmente dagli stranieri. Spesso non sono integrati nel contesto culturale italiano, hanno tutto l’interesse di sfuggire ai controlli perchè clandestini o magari con qualcosa da nascondere».

A questo aggiunge «l’assenza di una adeguata punizione per le violenze. E questo chi delinque lo sa perfettamente». Rimarca che è «sempre più problematico lavorare», per cercare di garantire la legalità, in «ambienti critici, ad esempio il Gad. Espone a serie difficoltà». Le soluzioni passano da «bonifica dei quartieri e leggi più severe, insieme a maggior controlli e repressione dei fenomeni criminosi». «Ormai siamo diventati degli ‘ammortizzatori sociali’ – sostiene Fabio Zaccarini (Ugl) -: i cittadini se la prendono con noi se hanno problemi con lo Stato. Siamo il principale bersaglio della rabbia. E chi ci aggredisce può essere pure certo della impunità». Buona parte delle aggressioni avviene «per mano di malviventi stranieri. La situazione immigrazione è fuori controllo, ma Governo e Ue non vogliono intervenire. Probabilmente gli interessi economici sono molto ingenti. E le conseguenze negative sono tutte a carico di cittadini e forze dell’ordine che, in questo momento, non possono far altro che continuare a fare il proprio dovere e subire».

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