Piano di pace, i 24 punti della controproposta Ue. Meloni: “Lavoriamo su quella di Trump. L’ho sentito, è disponibile”

 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky potrebbe presto volare negli Stati Uniti per un incontro diretto con le autorità americane, in un momento cruciale della crisi tra Kiev e Mosca. A riferirlo è l’agenzia russa Tass, secondo cui il viaggio sarebbe attualmente allo studio in vista di un nuovo round di consultazioni diplomatiche che potrebbe segnare una svolta nel conflitto.

Nel frattempo, da Washington arriva una smentita ufficiale riguardo alle dichiarazioni attribuite al senatore repubblicano Marco Rubio, che avrebbe affermato che il piano americano per la pace in Ucraina sarebbe una «lista dei desideri di Putin». Il Dipartimento di Stato ha precisato che tali affermazioni non trovano riscontro e che il documento statunitense, composto da 28 punti, rappresenta una base per un’iniziativa internazionale volta a favorire negoziati concreti.

Il dossier, tuttavia, sta dividendo analisti e governi. Alcuni lo considerano un quadro utile per avviare un dialogo, mentre altri, come l’ex comandante dell’esercito statunitense Ben Hodges, lo giudicano «osceno» e troppo accomodante nei confronti di Mosca. La situazione sul campo, con l’avanzata russa nel Donbass e l’esaurimento delle forze ucraine in prima linea, rende ancora più complesso il quadro diplomatico.

Le proposte europee e il ruolo dell’UE

Parallelamente, gli alleati occidentali stanno lavorando a Ginevra a una controproposta europea, un documento in 24 punti che mira a bilanciare alcune richieste ritenute eccessive o non sostenibili del piano americano. La Commissione Europea, rappresentata dalla presidente Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’importanza di riconoscere il ruolo dell’UE nelle trattative, evidenziando anche l’obbligo morale di includere il ritorno forzato dei bambini deportati in Russia tra i temi da affrontare.

Tra gli obiettivi europei vi è la garanzia di una sicurezza più solida per l’Ucraina, simile all’articolo 5 della NATO, senza tuttavia impegnare truppe alleate permanenti sul territorio ucraino in tempo di pace. La bozza europea prevede inoltre la creazione di un esercito ucraino di circa 800mila uomini e l’utilizzo degli asset russi congelati come strumenti di ricostruzione e compensazione. Sul fronte dell’adesione alla NATO, il documento ribadisce che questa resta subordinata al consenso interno dell’Alleanza, mentre conferma l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Diplomazia e tensioni in evoluzione

Nel frattempo, a livello internazionale, si intensificano i contatti diplomatici. Ginevra si conferma come centro nevralgico delle trattative, con incontri tra rappresentanti ucraini e delegati di Francia, Germania e Regno Unito. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha sottolineato che il ruolo dell’UE deve essere pienamente riconosciuto e ha evidenziato l’obbligo di negoziare anche il ritorno dei bambini deportati.

Dal G20 di Johannesburg, la premier italiana Giorgia Meloni ha definito questa fase come «una prova di maturità per l’Europa», sottolineando l’importanza di un impegno condiviso tra Stati Uniti e Unione Europea. Meloni ha anche rivelato di aver avuto un colloquio telefonico con il presidente americano Donald Trump, percependo una «disponibilità» a lavorare verso una soluzione diplomatica, e ha chiesto a Mosca un segnale concreto, come un cessate il fuoco temporaneo.

La possibile visita di Zelensky negli Stati Uniti

In questo scenario di tensioni e manovre diplomatiche, si fa sempre più concreta l’ipotesi di una visita di Zelensky negli Stati Uniti. Se confermata, potrebbe rappresentare uno dei momenti più significativi nella ridefinizione degli equilibri tra Washington, Kiev, Bruxelles e Mosca, e potrebbe avvicinare la pace tanto desiderata.

Intanto, i rapporti tra le parti si fanno sempre più complessi. Secondo il Washington Post, un incontro diretto tra Zelensky e Putin potrebbe essere possibile solo se Kiev accettasse un quadro negoziale preliminare. Mosca, da parte sua, ha annunciato la conquista di tre nuove città nel Donbass, mentre droni ucraini hanno colpito una centrale elettrica nella regione di Mosca, segnali di una guerra ibrida che si protrae tra attacchi e diplomazia.

Conclusioni

Il futuro del conflitto in Ucraina resta incerto, ma le mosse diplomatiche e le possibili visite di alto livello indicano una volontà di trovare una soluzione negoziata. La prossima settimana potrebbe essere decisiva per capire se si aprirà una nuova fase di dialogo o se la guerra continuerà a consumarsi sul campo, mentre il mondo osserva con attenzione gli sviluppi di questa crisi senza precedenti.