Ci sono pagine di cronaca nera nazionale impresse nella memoria collettiva per la loro efferatezza. Una di queste è il delitto di Willy Monteiro Duarte, il 21enne uccis* tra il 5 e il 6 settembre 2020.
Secondo quanto stabilito nei processi, i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, furono condannati per delitto volontario in relazione al pestaggio mortal* di Willy, che era intervenuto per difendere un amico. La responsabilità penale era già stata confermata dalla Cassazione.
Ora un nuovo capitolo va a sommarsi al clamore mediatico del caso, dopo l’attentato consumatosi nella notte ma cosa è accaduto di preciso? Vediamolo insieme qui di seguito.
I carabinieri della compagnia di Colleferro cercano di identificare l’autore, o gli autori, dell’incendio appiccato alle saracinesche del ristorante «Da Ale», in via Stefano Serangeli, ad Artena, alle porte di Roma. Il locale appartiene ad Alessandro Bianchi, fratello maggiore di Marco e Gabriele Bianchi, condannati definitivamente all’ergastolo per il delitto di Willy Monteiro Duarte.Il rogo è avvenuto proprio nell’anniversario del decesso del ventunenne, che ha perso la vita a Colleferro dopo essere intervenuto per difendere un amico. Per il delitto, oltre ai due fratelli, sono stati condannati anche Mario Belleggia e Francesco Pincarelli, rispettivamente a 21 e 23 anni per concorso.
Sul posto gli investigatori hanno trovato tracce di liquido infiammabile, ora destinate a essere analizzate. Un ruolo importante potrebbe averlo anche la videosorveglianza: le telecamere presenti nella zona potrebbero infatti aver ripreso i movimenti della persona, o delle persone, entrate in azione durante la notte. Gli accertamenti sono quindi concentrati sia sugli elementi materiali sia sulle immagini.L’allarme è arrivato intorno alle 3.10, attraverso una segnalazione al 112. Le fiamme si sono spente autonomamente prima dell’arrivo dei vigili del fuoco. I danni sono rimasti limitati, almeno secondo i primi riscontri, soprattutto a una fioriera collocata davanti all’ingresso. Gli investigatori, tuttavia, non escludono che l’obiettivo iniziale potesse essere quello di provocare conseguenze ben più pesanti all’attività. Tra le ipotesi al vaglio c’è un possibile collegamento con l’anniversario del delitto di Willy. L’azione potrebbe essere stata un gesto simbolico, ma resta aperta anche la possibilità di un’intenzione più grave. Nei giorni precedenti numerose iniziative hanno ricordato il giovane, insignito della medaglia d’oro al valor civile alla memoria dal presidente Sergio Mattarella. Preghiere e momenti di raccoglimento si sono svolti a Paliano, dove Willy aveva vissuto, e a Colleferro, dove lavorava come aiuto-cuoco. Proprio nella città dell’aggressione gli è stata inoltre intitolata la piazzetta.


