Quasi ogni giorno, la stessa scena. Sul far della sera, sempre puntuale, si posizionava sotto la stessa finestra e fingendo di essere al telefono con una donna pronunciava frasi volgari a sfondo sessuale e si masturbava. Ad ascoltare le parole oscene del maniaco per quasi due anni sono state due suore di un istituto religioso monzese che a metà settembre, sostenute dalle consorelle che in diverse occasioni hanno assistito all’accaduto, hanno denunciato tutto ai carabinieri.

Ora un uomo di 71 anni, residente in città, dovrà rispettare il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese secondo quanto disposto dall’ordinanza di misura cautelare per il reato di stalking.

Frasi oscene e atti sessuali sotto la finestra del convento

Una vera e propria persecuzione a cui le due sorelle, vittime delle morbose attenzioni dell’uomo, non sapevano più come sfuggire. Il 71enne quasi ogni sera si incamminava verso il convento e appena sotto la finestra – a turno – di una delle due religiose iniziava la sua “performance”. Prima la fittizia conversazione telefonica, dal contenuto volgare ed esplicito, poi l’invito ad affacciarsi. E infine la masturbazione. Oltre alle ripetute incursioni serali nei pressi del convento, l’uomo in più occasioni aveva cercato di avvicinare le due religiose e di seguirne gli spostamenti. Più volte le suore lo hanno sorpreso in chiesa, negli stessi orari delle funzioni religiose a cui partecipavano. E così per sfuggire a quella morbosa ossessione erano arrivate a cambiare le proprie abitudini e i propri percorsi, sperando di lasciarsi alle spalle così anche quelle attenzioni indesiderate.

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E proprio nel tentativo di far desistere lo stalker spesso la sera la luce delle stanze delle due religiose restava spenta e le imposte chiuse, quasi a suggerire che all’interno non vi fosse nessuno. Ma nemmeno questo ha scoraggiato lo stalker.

La denuncia ai carabinieri e l’appostamento

A mettere fine a questa vicenda sono stati i carabinieri di Monza che dopo aver raccolto la testimonianza di alcune consorelle a inizio settembre hanno effettuato un sopralluogo per identificare il responsabile, appostandosi anche all’interno dell’istituto religioso. Proprio quella stessa sera, puntuale come sempre, il 71enne si è presentato sotto le finestre del convento. E ha riproposto il suo “copione”.

A fare da spettatori però questa volta c’erano i militari dell’Arma che hanno ripreso la scena che poi è finita agli atti dell’indagine. Dopo la denuncia dalle due vittime – che hanno riferito agli inquirenti di non aver raccontato prima quanto erano stata costrette a subire nella speranza che l’uomo smettesse da solo – sono state formalizzate le accuse e ora il 71enne – accusato di stalking – è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare che prevede il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle persone offese.

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