In Lombardia è ancora record di contagi giornalieri, con 7.558 casi positivi al nuovo coronavirus registrati nelle ultime 24 ore. E Guido Bertolini, responsabile del coordinemento Covid per i reparti dei pronto soccorsi lombardi lancia l’allarme: “Ora bisogna chiudere- ha dichiarato ad AdnKronos- Siamo arrivati al punto che è necessario un lockdown.

La situazione di rischio è generalizzata, riguarda tutta la regione. Soprattutto in alcune aree il sistema assistenziale è vicino al collasso. Milano è più avanti, ma anche altre province hanno quell’andamento esponenziale che preoccupa”. A preoccupare sono anche le parole di Massimo Galli, del reparto di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, che a Fuori dal Coro ha dichiarato: “Io i morti li sto tristemente rivedendo. Vorrei che tutti capissero che siamo sull’orlo di qualcosa di molto peggio, cioè la necessità di chiudere di nuovo tutto”.

Ma gli ospedali lombardi sono davvero al collasso? Come sottolinea Fronte del Blog, a detta del sindaco di Milano Beppe Sala, “al momento abbiamo 80 pazienti intubati a Milano e 201 in Lombardia. Ad aprile erano oltre 1500”. E Alberto Zangrillo, primario dell’ospedale San Raffaele, aggiunge: “Sono tutti codici verdi quelli che entrano in area ricovero”. La situazione, secondo Zangrillo è “ben gestita dalle regioni di riferimento in cui si sarebbe potuto fare meglio e di più sul territorio”. Anche nelle altre zone della Lombardia, il numero dei pazienti ricoverati in ospedale non tocca i dati della scorsa primavera.

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Nella Bergamasca, come spiega al Corriere della Sera il direttore del reparto di Malattie infettive del Papa Giovanni, Marco Rizzi, “i numeri dei positivi sono cresciuti da agosto, ma non in maniera esplosiva”. Inoltre, il direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza e Area critica, Luca Lorini, precisa come si tratti di dati lontani da quelli dello scorso marzo, “tenendo però conto che allora non si facevano i tamponi se non ad alcune categorie. Le persone che arrivavano in ospedale e avevano bisogno di terapia intensiva erano 5-10 volte più di oggi”, perché adesso i medici riescono “a prendere i pazienti prima”.

A giudicare dai video girati in questi giorni e dalle parole dei medici di alcuni ospedali lombardi, la situazione, nonostante sia critica, per il momento regge. Al pronto soccorso di Sondalo (Sondrio), “non è aumentato il numero generale dei pazienti, ma sono aumentati i numeri di pazienti Covid“. E la situazione è ancora “intermedia“, come precisa Fronte del Blog. Al pronto soccorso di Varese, una delle province più colpite dalla pandemia, il numero dei sospetti Covid è alto. Ma anche qui, al momento non si parla di collasso. All’ospedale San Giuseppe di Milano, invece, nonostante l’annuncio della presa d’assalto dei pronto soccorso da parte dei pazienti, il video di un passante documenta una situazione diversa: nessun viavai, solo un’ambulanza che esce e un’altra ferma all’ingresso.

Stessa situazione all’ospedale di Treviglio, dove il leader del Movimento liberatorio ha ripreso l’ingesso del pronto soccorso: “Non c’è nulla che indichi frenesia, visto come stanno lavorando all’interno. Quindi la situazione è decisamente tranquilla“. Anche all’interno del pronto soccorso sembra ci sia poca gente. Ma anche al Sacco di Milano, nonostante l’allarme, la situazione non sembra critica: le immagini mostrano la sala d’attesa deserta, con solamente 6 persone. “Qua è tutto tranquillo- spiega l’autrice del video- non abbiamo sentito la sirena di un’ambulanza”.

Le immagini fanno pensare che i pronto soccorso stiano reggendo all’aumento dei casi e non siano al collasso, nonostante l’allarme lanciato negli ultimi giorni. Ma i medici richiamano all’attenzione e invitano a mantenere alta la guardia.

 

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