Ora i pm incastrano Palamara “40mila euro per una nomina”

Non solo le pressioni per piazzare Marcello Viola come successore di Giuseppe Pignatone alla procura di Roma. Luca Palamara avrebbe intascanto nel 2016 ben 40mila euro per facilitare la nomina di Giancarlo Longo a procuratore capo di 

Nomina che in realtà non è mai andata in porto, ma che ora rischia di costar cara al procuratore, già nella bufera.

A dirlo è il decreto delle perquisizioni eseguite oggi in casa e nell’ufficio del magistrato. Secondo la procura di Perugia, infatti, Palamara “quale componente del Csm riceveva da Calafiore e Amara la somma pari ad euro 40 mila per compiere un atto contrario ai doveri d’ufficio, ovvero agevolare e favorire il medesimo Longo”. Lo stesso Longo che fu poi arrestato nell’ambito di un’inchiesta per corruzione.

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