Open Arms si prepara a forzare il blocco: entreremo in Italia. Salvini: pronti al sequestro

 

Si prepara a forzare il blocco dei porti italiani la nave della Ong spagnola Open Arms che, da sei giorni, continua a ciondolare nel Mediterraneo con a bordo 121 immigrati clandestini recuperati di fronte alla Libia dove li hanno spinti gli scafisti: «Entreremo in Italia se dovessimo avere seri problemi a bordo», ha avvertito, arrogante, Oscar Camps, fondatore della Organizzazione non governativa annunciando lo strappo ai microfoni ( qui l’audio ) dell’emittente spagnola Catalunya Radio, mentre chiacchierava dell’inasprimento della nuova norma italiana “Sicurezza bis”.
Pronta la replica di Salvini: la Open Arms «minaccia di entrare in Italia. Avrebbe avuto tutto il tempo per raggiungere la Spagna, il Paese della Ong, che ha dato la bandiera alla nave e dove alcuni sindaci si sono esposti a favore dell’accoglienza. Ma forse questi signori vogliono fare solo una provocazione politica: evidentemente la vita delle persone a bordo non è la loro vera priorità, ma vogliono a tutti i costi trasferire dei clandestini nel nostro Paese. Si ricordi, la Open Arms che per lei le acque territoriali italiane sono chiuse e siamo pronti a sequestrare la nave».

Infrangere il nuovo decreto “Sicurezza bis” appena approvato costerà molto caro alla Open Arms nel momento in cui decidesse di entrare nelle acque territoriali italiane. Intanto le multe per chi viola la disposizione sono diventate onerosissime: da 150.000 euro a un milione la sanzione comminata al comandante. Se non è in grado di pagare lui, la sanzione si trasferisce, automaticamente, all’armatore. Con buona pace di Oscar Camps che, forse, ha soldi da buttare nell’avventura per provare di persona se l’Italia si fa piegare.

Ma il problema non sono solo i soldi che Camps dovrà scucire se tenta di forzare il blocco.
Il nuovo decreto “Sicurezza bis” prevede anche l’arresto per chi oppone resistenza alle forze dell’ordine, come ha fatto Carola Rackete.
Infine, semmai tutto questo non bastasse a suggerire a Camps e alla sua Open Arms, di puntare la prua verso altri lidi, c’è il sequestro dell’imbarcazione che può essere anche demolita.
In questo momento la Open Arms, che ha il sistema di trasmissione Ais a bordo acceso, si trova a circa 30 miglia nautiche a est di Lampedusa e sta facendo una rotta a zig e zag, da nord a sud e viceversa, parallela a Lampedusa, dopo che Malta ha vietato l’ingresso dell’imbarcazione nelle sue acque territoriali e la Spagna, sotto la cui bandiera naviga il vascello, ha fatto sapere a Camps che appena mettono piede nelle sue acque territoriali dovranno pagare 900 mila euro di multa e la nave verrà sequestrata.

Ma Open Arms tenta anche un’altra strada per mettere in difficoltà l’Italia: ha presentato un ricorso al Tribunale per i minori e alla Procura minorile di Palermo «affinché i minori a bordo vengano fatti sbarcare e vengano nominati dei tutori per quelli non accompagnati. Questo prevedono articolo 6 e 11 della Convenzione dell’Aja – scrive l’organizzazione su Twitter – Noi rispettiamo la legge».

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