“Non preoccuparti…”. Bea, non solo mamma e compagno: coinvolta anche lei. Ora i messaggi agghiaccianti
Proseguono gli accertamenti della Procura di Imperia sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di appena due anni deceduta lo scorso 9 febbraio. Mentre gli investigatori continuano a ricostruire il contesto familiare in cui viveva la minore, emergono nuovi elementi che contribuiscono a delineare il quadro investigativo attorno alla vicenda.
Al centro dell’inchiesta ci sono Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi, entrambi indagati per maltrattamenti aggravati dall’evento morte. Gli inquirenti stanno analizzando testimonianze, relazioni dei servizi sociali, materiale informatico e messaggi privati ritenuti utili per comprendere la dinamica dei fatti e i rapporti tra le persone coinvolte.
Il messaggio inviato alla madre di Iannuzzi
Tra gli atti acquisiti dagli investigatori figura un messaggio che, secondo quanto ricostruito, Emanuela Aiello avrebbe inviato alla madre del compagno Emanuel Iannuzzi.
Il contenuto del testo sarebbe stato scritto il giorno successivo a un episodio considerato particolarmente significativo nell’ambito dell’inchiesta. Nelle parole riportate negli atti, la donna avrebbe espresso vicinanza al compagno e alla sua famiglia, chiedendo perdono e manifestando il timore di arrecargli danno.
Per la Procura, il messaggio rappresenterebbe un elemento utile per comprendere la natura del rapporto tra i due e il contesto familiare nel quale sarebbe maturata la vicenda.
La festa di compleanno del 17 gennaio
Uno dei momenti centrali della ricostruzione investigativa riguarda la serata del 17 gennaio scorso, quando la famiglia si trovava a Bordighera per una festa di compleanno.
Secondo la ricostruzione accusatoria, nelle ore precedenti all’arrivo degli invitati si sarebbe verificato un episodio di violenza nei confronti della piccola Beatrice. Gli inquirenti contestano a Emanuel Iannuzzi presunte aggressioni che avrebbero provocato conseguenze fisiche sulla bambina.
La serata sarebbe poi proseguita in un clima di forte tensione all’interno della coppia, circostanze che rientrano tra gli elementi oggetto di approfondimento da parte della magistratura.
Sempre secondo quanto emerge dagli atti, dopo la festa la coppia avrebbe trascorso la notte fuori casa, lasciando sole le tre figlie minori nell’abitazione.
Le fotografie delle ecchimosi
Tra le prove esaminate dagli investigatori figurano anche alcune fotografie scattate il 22 gennaio, nelle quali la bambina apparirebbe con numerose ecchimosi sul corpo.
Secondo gli accertamenti in corso, quei segni potrebbero risultare compatibili con le presunte violenze che sarebbero state subite nei giorni precedenti. Le immagini sono state inserite nel fascicolo investigativo insieme alle testimonianze raccolte, alle relazioni dei servizi sociali e ai contenuti digitali sequestrati durante le indagini.
Attesa per gli interrogatori di garanzia
Nelle prossime ore Emanuela Aiello ed Emanuel Iannuzzi saranno ascoltati dagli inquirenti nell’ambito degli interrogatori di garanzia, un passaggio ritenuto cruciale per l’evoluzione dell’inchiesta.
L’indagine, coordinata dal procuratore di Imperia Alberto Lari e dal pubblico ministero Veronica Meglio, punta a chiarire nel dettaglio le condizioni di vita della bambina e le eventuali responsabilità che avrebbero portato alla sua morte.
Mentre gli accertamenti proseguono, il quadro che emerge dagli atti viene descritto dagli investigatori come particolarmente complesso. Una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che continua a sollevare interrogativi sulle dinamiche familiari che avrebbero preceduto la tragica morte della piccola Beatrice.