“Non è lui!”. Svolta shock Garlasco: le immagini di Sempio. Tutti a bocca aperta

Nuovi sviluppi nel caso del delitto di Garlasco, uno dei più complessi e discussi della cronaca giudiziaria italiana. Al centro del confronto tra accusa e difesa c’è ora una questione tecnica legata alle dimensioni delle scarpe e alla compatibilità con una delle impronte repertate sulla scena del crimine.

La Procura di Pavia e i carabinieri del Nucleo Operativo di Milano, che hanno recentemente concluso una nuova fase d’indagine individuando in Andrea Sempio il presunto autore dell’omicidio di Chiara Poggi, continuano a concentrarsi sull’analisi della cosiddetta “impronta 6”, una traccia lasciata sul pavimento dell’abitazione della vittima.

Secondo quanto riportato negli atti processuali relativi alla condanna di Alberto Stasi, l’impronta sarebbe riconducibile a una scarpa marca Frau, modello identificato con il codice 27U1 e di taglia 42. Un elemento che ha assunto particolare rilevanza investigativa, considerando che Sempio ha sempre sostenuto di calzare un numero 44.

Le conclusioni della Procura

La consulenza tecnica disposta dalla Procura e firmata dall’antropologa forense Cristina Cattaneo sostiene che le caratteristiche fisiche del piede dell’indagato siano compatibili con quel tipo di calzatura. Le valutazioni sono state effettuate attraverso misurazioni antropometriche e scansioni tridimensionali eseguite nell’ottobre 2025.

Gli stessi investigatori hanno però precisato che non esistono elementi certi sulle scarpe effettivamente possedute da Sempio nell’agosto del 2007, data dell’omicidio. Analogamente, il modello di scarpa individuato attraverso l’impronta non sarebbe mai stato rinvenuto né in possesso dell’indagato né di Alberto Stasi.

La replica della difesa

Di segno opposto le conclusioni della consulenza depositata dalla difesa di Andrea Sempio. Secondo gli esperti incaricati dai legali, tra cui il consulente Armando Palmegiani, le dimensioni del piede dell’indagato renderebbero impossibile l’utilizzo di una scarpa Frau della misura indicata dagli inquirenti.

Nella relazione si evidenzia che la larghezza del piede di Sempio sarebbe stata misurata tra gli 11,5 e i 12 centimetri, mentre la struttura interna della scarpa analizzata sarebbe progettata per accogliere una pianta del piede significativamente più stretta, con una larghezza massima stimata in circa 9,2 centimetri.

A sostegno della propria tesi, la difesa ha inoltre prodotto una documentazione video nella quale l’indagato prova una calzatura Frau di taglia 42. Secondo i consulenti, le immagini mostrerebbero chiaramente l’impossibilità di indossare il modello a causa delle dimensioni del piede.

Verso un possibile processo

La questione rappresenta uno dei punti centrali del confronto tra accusa e difesa e sarà probabilmente oggetto di ulteriori approfondimenti nel caso in cui la vicenda approdi in aula.

Spetterà infatti a eventuali perizie dibattimentali e al contraddittorio tra le parti stabilire il reale valore probatorio delle diverse consulenze tecniche. Nel frattempo, la Procura di Pavia dovrebbe decidere entro i prossimi mesi se avanzare la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Andrea Sempio.

A distanza di anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso continua dunque a essere caratterizzato da un intenso confronto scientifico e processuale, nel quale anche dettagli apparentemente marginali, come la misura di una scarpa, possono assumere un ruolo determinante nella ricostruzione dei fatti.