Netanyahu contro l’Occidente: “State con Hamas. E siete dalla parte sbagliata della storia”

In un discorso infuocato e carico di polemiche, il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scatenato un’ondata di reazioni con un video-messaggio pubblicato sul sito ufficiale del governo. L’intervento, incentrato sull’attentato a Washington che ha causato la morte di due cittadini israeliani, si è trasformato in un’aspra denuncia contro i leader occidentali, accusati di ipocrisia e di favorire il terrorismo.

L’attacco a Washington, in cui sono stati uccisi Yaron Lischinsky e Sara Milgrim, entrambi legati all’ambasciata israeliana, ha fornito a Netanyahu il pretesto per scagliarsi contro le critiche internazionali. L’arresto dell’attentatore, che avrebbe gridato “Free Palestine”, ha innescato la reazione del premier. “Non sono stati uccisi per caso. Sono stati colpiti perché ebrei”, ha dichiarato Netanyahu, costruendo su quella frase la tesi centrale del suo discorso.

La dichiarazione più controversa è arrivata quando Netanyahu ha equiparato lo slogan “Free Palestine” a “Heil Hitler”. “Free Palestine oggi è come dire ‘Heil Hitler’”, ha affermato, rilanciando una visione binaria dello scontro: “Non vogliono uno Stato palestinese. Vogliono annientare lo Stato ebraico”. In questa narrazione, Hamas viene paragonato al nazismo, e ogni espressione di solidarietà verso il popolo palestinese viene interpretata come complicità con l’odio.

Il mirino sui leader occidentali: Macron, Starmer, Trudeau

Il Primo Ministro israeliano ha puntato il dito contro tre figure di spicco della scena internazionale: Emmanuel Macron, Keir Starmer e Justin Trudeau, quest’ultimo erroneamente chiamato “Carney”. Netanyahu ha accusato i tre leader di favorire Hamas, citando le loro richieste di cessare immediatamente le operazioni militari a Gaza. “Presentando la loro richiesta, accompagnata dalla minaccia di sanzioni contro Israele – contro Israele, non contro Hamas – questi tre leader hanno di fatto affermato di volere che Hamas rimanga al potere”, ha dichiarato con veemenza.

Il discorso si è concluso con un’accusa diretta: “Quando assassini di massa, stupratori, assassini di neonati e rapitori vi ringraziano, siete dalla parte sbagliata della giustizia. Siete dalla parte sbagliata dell’umanità e siete dalla parte sbagliata della storia”.

Gaza: tra accuse all’ONU e difesa degli aiuti umanitari

Mentre la crisi umanitaria a Gaza si aggrava, Netanyahu ha respinto ogni responsabilità, accusando le Nazioni Unite e i media internazionali di diffondere “bugie di Hamas”. Ha smentito le stime sull’alto numero di bambini che rischiano di morire, e ha rivendicato gli sforzi israeliani nell’invio di aiuti umanitari. “Abbiamo mandato 92mila camion di aiuti a Gaza. Hamas li ha rubati, rivenduti ai civili e usati per finanziare nuovi terroristi”, ha affermato. Ha proposto un nuovo sistema di distribuzione degli aiuti, affidato a compagnie americane e protetto dall’esercito israeliano, una soluzione che però contrasta con le testimonianze di organizzazioni umanitarie sul campo, che denunciano una carestia imminente.

La questione degli ostaggi e il ringraziamento a Trump

Netanyahu ha ribadito la disponibilità a “tregue temporanee” per la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas, ma ha ribadito l’esigenza di un rilascio totale. Ha concluso il suo discorso con un ringraziamento esplicito a Donald Trump e al popolo americano, definendo la guerra in corso come una battaglia tra “civiltà e barbarie”.

Reazioni e prospettive

Il discorso di Netanyahu ha suscitato immediate reazioni. Molti osservatori hanno criticato l’equiparazione tra “Free Palestine” e “Heil Hitler”, definendola un’eccessiva semplificazione e una grave offesa. Le accuse contro i leader occidentali hanno sollevato ulteriori tensioni diplomatiche.