Corte Suprema Usa, guai per Trump: la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionali le limitazioni sullo Ius Soli

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inflitto una significativa battuta d’arresto a Donald Trump, dichiarando incostituzionale l’ordine esecutivo con cui il presidente aveva tentato di limitare il diritto alla cittadinanza per nascita. La decisione, destinata ad avere importanti ripercussioni sul dibattito politico americano, riafferma il valore del 14° Emendamento della Costituzione e blocca una delle misure simbolo della linea dura sull’immigrazione promossa dalla Casa Bianca. Nella stessa giornata, però, i giudici hanno anche emesso altre due pronunce di forte impatto: una sullo sport femminile e una sul finanziamento delle campagne elettorali.

Stop all’ordine esecutivo di Trump

Con una maggioranza di cinque voti contro quattro, la Corte Suprema ha stabilito che l’ordine firmato da Donald Trump nel gennaio 2025, all’inizio del suo secondo mandato, viola il 14° Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.

Il provvedimento prevedeva di negare la cittadinanza automatica ai bambini nati sul territorio americano da genitori privi di un regolare permesso di soggiorno o presenti con un visto temporaneo. Secondo la Corte, un principio costituzionale come quello dello ius soli non può essere modificato attraverso un semplice ordine esecutivo.

A favore della decisione si sono espressi il presidente della Corte, John Roberts, insieme alle giudici Sonia Sotomayor, Elena Kagan, Amy Coney Barrett e Ketanji Brown Jackson, formando una maggioranza trasversale che ha respinto la misura dell’amministrazione Trump.

Via libera alle restrizioni per le atlete transgender

Nella stessa giornata, la Corte Suprema ha confermato la legittimità delle leggi adottate da diversi Stati americani che vietano alle atlete transgender di partecipare alle competizioni sportive femminili.

Nel parere redatto dal giudice Brett Kavanaugh si sottolinea che le differenze fisiche tra uomini e donne possono incidere sull’equità delle gare e, negli sport di contatto, anche sulla sicurezza delle atlete. La pronuncia rappresenta una vittoria per gli Stati che avevano introdotto queste limitazioni e rafforza una linea sostenuta dallo stesso Trump.

Il presidente ha accolto con entusiasmo la decisione, definendola attraverso un messaggio pubblicato sul social Truth Social una «grande vittoria».

Cade anche il limite alle spese elettorali

Tra le decisioni assunte dalla Corte Suprema figura anche quella che elimina i limiti federali alle spese sostenute dai partiti politici in coordinamento con i candidati al Congresso e alla presidenza.

La sentenza accoglie il ricorso presentato da esponenti del Partito Repubblicano, tra cui il vicepresidente JD Vance, cancellando una normativa in vigore da oltre mezzo secolo che imponeva tetti alla raccolta e all’utilizzo dei fondi destinati alle campagne elettorali.

Una giornata destinata a lasciare il segno

Le tre decisioni della Corte Suprema ridisegnano alcuni dei temi più delicati della politica americana. Se da un lato i giudici hanno fermato il tentativo di Trump di modificare il principio della cittadinanza per nascita, dall’altro hanno dato il via libera alle restrizioni sulle atlete transgender e rimosso un importante limite ai finanziamenti elettorali.

Pronunce che confermano il ruolo centrale della Corte Suprema negli equilibri istituzionali degli Stati Uniti e che sono destinate ad alimentare il confronto politico in vista delle prossime sfide dell’amministrazione Trump.