Neonato abbandonato, Leone sta bene: “È vivace e reattivo, respira da solo e prende il biberon”

Buone notizie dall’ospedale Niguarda di Milano per il piccolo trovato in un sacchetto di plastica lunedì 12 ottobre. Il neonato pesa quattro chilogrammi, è vivace e reattivo e non ha più bisogno del supporto respiratorio. Proseguono gli accertamenti medici e le indagini per identificare la madre e ricostruire quanto accaduto.

Migliorano le condizioni di salute del piccolo Leone, il neonato ritrovato lunedì 12 ottobre in un sacchetto di plastica abbandonato in strada a Cinisello Balsamo, alle porte di Milano. Dopo le ore di apprensione iniziali e il ricovero in Terapia intensiva neonatale all’ospedale Niguarda, arrivano aggiornamenti rassicuranti sul suo stato di salute.

Il bambino respira autonomamente, si alimenta con il biberon ed è descritto dai medici come vivace e reattivo. A riferirlo è stato Stefano Martinelli, direttore del Dipartimento materno infantile e della Neonatologia e Terapia intensiva neonatale del nosocomio milanese, che ha illustrato i progressi compiuti dal piccolo durante il ricovero.

Le condizioni cliniche generali sono considerate buone e i parametri vitali risultano nella norma. Restano tuttavia necessari ulteriori controlli per verificare che la nascita senza assistenza sanitaria e le circostanze del ritrovamento non abbiano provocato conseguenze sulla salute del neonato.

Leone respira autonomamente e mangia con il biberon

Il miglioramento più significativo riguarda la respirazione. Nelle prime ore successive al ritrovamento, il piccolo aveva avuto bisogno di assistenza respiratoria, oltre alle cure necessarie per affrontare una lieve ipotermia.

La situazione è progressivamente migliorata, fino alla sospensione del supporto respiratorio. «Da ieri abbiamo sospeso il supporto respiratorio: il bambino respira spontaneamente e presenta buoni parametri vitali», ha spiegato Martinelli.

Anche l’alimentazione procede positivamente. Il neonato riesce a nutrirsi autonomamente con il biberon e ha raggiunto un peso di quattro chilogrammi.

«È in buone condizioni cliniche generali, è vivace e reattivo, respira autonomamente e si alimenta al biberon», ha precisato il direttore della Neonatologia del Niguarda.

Segnali incoraggianti che indicano un’evoluzione favorevole del quadro clinico rispetto alle prime ore del ricovero. Il bambino resta comunque sotto osservazione, mentre i medici proseguono il monitoraggio delle sue condizioni.

Gli accertamenti per escludere eventuali complicazioni

Nonostante i progressi, il percorso clinico di Leone non è ancora concluso. All’ospedale Niguarda sono in corso ulteriori verifiche, in particolare sul piano neurologico e infettivologico.

Gli esami servono a escludere eventuali complicazioni legate al parto, che sarebbe avvenuto senza assistenza sanitaria, e alle condizioni in cui il neonato è stato trovato.

Al momento del ritrovamento, il bambino aveva ancora il cordone ombelicale strappato e nel sacchetto in cui era stato lasciato si trovava anche la placenta. Secondo le prime valutazioni, sarebbe nato poche ore prima del ritrovamento.

Si tratta di circostanze che rendono necessari controlli approfonditi, anche in presenza di un quadro clinico attualmente rassicurante. Finora, sulla base delle informazioni comunicate dai medici, non sono state segnalate complicazioni accertate riconducibili agli eventi precedenti al ricovero.

Non è stata ancora indicata una data per le dimissioni: la permanenza in ospedale dipenderà dall’esito degli accertamenti e dall’andamento delle condizioni del piccolo.

Il ritrovamento in un sacchetto di plastica a Cinisello Balsamo

La vicenda risale al pomeriggio di lunedì 12 ottobre 2026. Intorno alle 16.15, in via Monte Ortigara, all’angolo con via Pasubio, a Cinisello Balsamo, una donna che stava passeggiando con il proprio cane ha sentito dei vagiti provenire da un sacchetto abbandonato a terra.

Avvicinandosi, ha scoperto che all’interno c’era un neonato avvolto in un piccolo telo. La donna ha immediatamente dato l’allarme, consentendo l’intervento dei soccorritori del 118.

Il bambino è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano, dove è stato preso in carico dal personale sanitario. Le prime ore sono state particolarmente delicate: oltre alla lieve ipotermia, il piccolo presentava difficoltà che avevano reso necessario il supporto respiratorio.

Le cure tempestive e il monitoraggio costante hanno poi permesso di registrare un progressivo miglioramento, fino alle condizioni rassicuranti comunicate dai medici.

Perché il neonato è stato chiamato Leone

Il nome Leone è stato proposto dall’assessore lombardo al Welfare Guido Bertolaso, che martedì 13 ottobre ha fatto visita al bambino in ospedale.

La scelta è stata presentata come un augurio di forza e speranza, anche con un riferimento a Papa Leone XIV. Un nome simbolico per un neonato che, fin dai primi momenti di vita, ha dovuto affrontare una situazione estremamente difficile.

Bertolaso aveva espresso l’auspicio che il piccolo potesse crescere circondato dall’affetto e ricevere tutte le cure necessarie per il suo futuro.

Il nome Leone è stato quindi utilizzato negli aggiornamenti sulle condizioni di salute del bambino. Non sono stati invece precisati gli aspetti formali relativi alla sua attribuzione anagrafica.

Le indagini per identificare la madre

Mentre Leone continua a ricevere le cure dei medici, proseguono le indagini della polizia per ricostruire la vicenda e individuare la madre del neonato.

Gli investigatori stanno cercando di chiarire dove e in quali circostanze sia avvenuto il parto, chi abbia lasciato il bambino in strada e che cosa sia successo nelle ore immediatamente precedenti al ritrovamento.

Tra gli elementi al vaglio ci sono le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. I primi filmati esaminati, secondo quanto riportato, non avrebbero mostrato il momento esatto in cui il sacchetto è stato abbandonato.

Le verifiche si sarebbero estese anche alle strutture ospedaliere lombarde, per individuare eventuali accessi al pronto soccorso da parte di donne con sintomi compatibili con un parto recente.

Nelle ricostruzioni è emersa inoltre la testimonianza di una donna che avrebbe raccontato di essere stata avvicinata, nei pressi del luogo del ritrovamento, da uno sconosciuto interessato a sapere se il neonato fosse vivo o morto. Al momento non è noto se quell’uomo abbia un collegamento con la vicenda.

Gli accertamenti proseguono per verificare le testimonianze e raccogliere elementi utili a ricostruire quanto accaduto, senza che siano ancora emerse conclusioni definitive sull’identità della persona responsabile dell’abbandono.

Le condizioni migliorano, ma Leone resta ricoverato

Il nuovo aggiornamento medico rappresenta una notizia positiva dopo la preoccupazione suscitata dal ritrovamento. Leone respira autonomamente, si alimenta con il biberon, pesa quattro chilogrammi ed è descritto come un bambino vivace e reattivo.

Un quadro incoraggiante, che non esclude però la necessità di proseguire con gli esami e con l’osservazione clinica.

Mentre i medici del Niguarda continuano a occuparsi della sua salute, resta aperta la questione delle circostanze in cui è venuto al mondo e del perché sia stato lasciato in strada poche ore dopo la nascita.

Per il momento, la priorità è assicurarsi che il piccolo possa superare questa prima fase delicata senza complicazioni. Parallelamente, le indagini dovranno fare luce su una vicenda che ha profondamente colpito la comunità di Cinisello Balsamo e che attende ancora risposte.