Milano, l’ordine dei medici: “Serve un lockdown immediato”

Nessuna mezza misura. In Lombardia “è necessario intervenire con un lockdown immediato ed efficace”, lo ha chiesto il presidente dell’Ordine dei medici di Milano Roberto Carlo Rossi nel pomeriggio di lunedì 2 novembre. “Di una cosa siamo certi”, ha aggiunto: “La situazione, sia nelle strutture sanitarie ospedaliere che anche nella medicina del territorio, è diventata insostenibile”.

Il numero uno dell’Omceo meneghino(ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri) è tornato a segnalare la “gravissima situazione sanitaria della Lombardia, nella quale le strutture sanitarie e il personale medico sono messe in fortissimo stress per cercare di far fronte all’emergenza”. Per Rossi, “non esistono piccoli rimedi a grandi problemi, così come non si può giocare a scaricare su altri ruoli e responsabilità: la situazione è molto seria e senza interventi drastici non può che peggiorare”, ha ammonito il presidente evidenziando “la ferma e unanime decisione di tutto il nuovo Consiglio milanese dell’Ordine nell’avanzare una richiesta di provvedimenti restrittivi immediati”.

“La situazione è molto seria e senza interventi drastici non può che peggiorare. Soprattutto se, inoltre, non ci si attrezza seriamente per tutelare quei medici che ancora adesso sono impegnati in prima linea, ma senza le necessarie attrezzature e materiali di protezione per svolgere in sicurezza il proprio lavoro”. Camici bianchi sul fronte ancora ‘a mani nude’, li ha descritti il presidente dell’Omceo.

Pregliasco: “Sì a misure sartoriali. Vediamo i risultati delle prime strette”

Non è dello stesso avviso il virologo dell’Università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco. Secondo lo scienziato bisognerebbe utilizzare “nuove misure sartoriali, proporzionate alla situazione, che sono un richiamo alla responsabilità di tutti noi. Quelli annunciati dal premier Conte sono interventi mirati a ridurre senza allarmismo i contatti non necessari, mantenendo il più possibile aperte le attività produttive, per piegare la curva. Un’impresa, ci tengo a dirlo, ancora possibile”.

Nel frattempo secondo lo scienziato si vedrebbero i risultati delle prime strette. “In Lombardia si sta registrando un appiattimento della curva dei casi gravi, che non è più in crescita esponenziale. Un elemento positivo, ma, certo, la riduzione del riempimento dei mezzi pubblici e gli altri interventi annunciati potranno rivelarsi ancor più efficaci — ha detto il virologo —. Se io stesso ho parlato di lockdown periodici per gestire questa fase di convivenza con il virus, tipo una settimana ogni mese, ci tengo però a precisare che si tratta di una possibilità evitabile, se lavoreremo bene. C’è la possibilità di controllare la curva: possiamo farcela”.