Migranti, scontro Italia-Spagna: Madrid accusa Roma, il Viminale replica con i dati sugli sbarchi
Si accende il confronto tra Italia e Spagna sulla gestione dei flussi migratori. A innescare la polemica è stato il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, che ha accusato Roma di non essere riuscita a gestire efficacemente gli arrivi irregolari, indicando il nostro Paese come quello maggiormente esposto alla pressione migratoria in Europa.
Le dichiarazioni del capo della diplomazia spagnola arrivano mentre l’Unione europea è chiamata a discutere una strategia comune per affrontare le nuove emergenze alle frontiere esterne, con la crisi di Ceuta tornata al centro del dibattito.
Albares: «L’Italia è sommersa dai migranti a Lampedusa»
Intervistato dall’emittente pubblica spagnola TVE, Albares ha sostenuto che l’Italia continui a vivere una situazione critica sul fronte degli sbarchi.
«L’Italia è sommersa dai migranti a Lampedusa», ha dichiarato, affermando che il governo italiano non sarebbe riuscito a risolvere la crisi come invece, a suo giudizio, avrebbe fatto la Spagna dopo gli ultimi arrivi nell’enclave di Ceuta.
Il ministro ha ricordato che Madrid, grazie anche alla collaborazione con il Marocco, sarebbe riuscita a rimpatriare in tempi rapidi gran parte dei migranti entrati irregolarmente dalla frontiera marocchina.
«Piacerebbe all’Italia risolvere la situazione a Lampedusa», ha aggiunto Albares, sostenendo inoltre che negli anni la Spagna abbia contribuito ad alleggerire la pressione migratoria sull’Italia accogliendo una parte delle persone sbarcate sulle coste italiane.
Nel suo intervento, il ministro ha anche criticato alcuni governi italiani del passato, ritenendo che non siano stati in grado di affrontare il fenomeno con efficacia.
La risposta del Viminale: «Sbarchi in forte calo»
Alle accuse di Madrid è arrivata la replica del Ministero dell’Interno italiano. Fonti del Viminale hanno respinto la ricostruzione del ministro spagnolo, evidenziando come nel 2026 gli sbarchi di migranti irregolari siano diminuiti del 55% rispetto allo stesso periodo del 2025 e addirittura dell’82% rispetto ai dati registrati nel 2023.
Secondo il ministero, il calo sarebbe il risultato delle misure adottate dal governo guidato da Giorgia Meloni per il contrasto all’immigrazione irregolare.
Le stesse fonti hanno inoltre escluso una situazione di emergenza a Lampedusa, spiegando che sull’isola sarebbero presenti attualmente 98 migranti e che il centro di accoglienza non si troverebbe in condizioni di particolare criticità.
Ceuta e il ruolo del Marocco
Nel corso dell’intervista, Albares ha rivendicato anche la collaborazione del Marocco nella gestione della crisi di Ceuta, sottolineando il contributo di Rabat nel favorire il rientro della maggior parte dei migranti entrati nella città autonoma spagnola.
Il ministro ha annunciato che la Spagna chiederà il sostegno degli altri Paesi dell’Unione europea durante la riunione straordinaria dei ministri dell’Interno dedicata proprio all’emergenza migratoria.
Diversa la posizione del governo marocchino, secondo cui gli episodi verificatisi a Ceuta e Melilla sarebbero stati alimentati soprattutto dalla disinformazione diffusa online, dall’azione delle organizzazioni criminali che gestiscono i flussi migratori e da interpretazioni errate di alcune decisioni giudiziarie.
Le critiche di Ceuta a Rabat
Ad alimentare ulteriormente il dibattito è intervenuto anche il presidente della città autonoma di Ceuta, Juan Jesús Vivas, che ha espresso forti perplessità sul ruolo del Marocco nella gestione delle frontiere.
Vivas ha definito Rabat un partner «non affidabile» e ha ribadito che il fenomeno migratorio deve essere affrontato attraverso strumenti condivisi a livello europeo, nel rispetto delle norme comunitarie in materia di asilo, rimpatri e controllo delle frontiere esterne.
Un confronto destinato a proseguire
Lo scontro tra Roma e Madrid conferma come il tema migratorio continui a rappresentare uno dei principali dossier politici all’interno dell’Unione europea. Da una parte la Spagna rivendica l’efficacia della propria strategia nella gestione dell’emergenza di Ceuta; dall’altra l’Italia difende i risultati ottenuti negli ultimi anni, richiamando il calo degli sbarchi e respingendo l’immagine di un Paese ancora in piena emergenza.
Un confronto che potrebbe intensificarsi nelle prossime settimane, mentre Bruxelles è chiamata a trovare un equilibrio tra solidarietà europea, controllo delle frontiere e cooperazione con i Paesi di origine e transito dei flussi migratori.