
L’estate 2026 è stata la più calda in Italia dal 2003, con temperature frequentemente superiori alla norma, numerose notti tropicali e cinque distinte ondate di calore. Il confronto con il 2003 assume così un peso particolare: quella stagione, per oltre vent’anni, aveva rappresentato uno dei principali simboli del caldo estremo nel Paese.
Quest’anno, invece, valori eccezionali hanno interessato ripetutamente gran parte della Penisola, trasformando i tre mesi estivi in una lunga maratona meteorologica.
Ma quando finirà il caldo? A rivelarcelo ci pensano le proiezioni meteo che delineano un primo scenario…. non ci resta che scoprire insieme qual è la data da annotare.

Settembre non sembra intenzionato a portare immediatamente un deciso cambio di scenario. Secondo le proiezioni del modello del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio termine, il mese potrebbe presentare due fasi molto diverse. La prima conserverebbe caratteristiche pienamente estive, mentre nella seconda parte potrebbe arrivare quella rottura stagionale attesa dopo settimane di caldo persistente. Prima, però, ci sarà ancora una nuova fase rovente. Tra oggi, 3 settembre e il 7 settembre è infatti attesa la sesta ondata di calore della stagione. A determinarla sarebbe il ritorno di un promontorio subtropicale, accompagnato dalla risalita verso l’Europa occidentale e l’Italia di masse d’aria provenienti dal Sahara. A circa 1.500 metri di quota, i termometri potrebbero raggiungere tra 20 e 23°C su Spagna, Francia, Svizzera e Italia, confermando l’arrivo di una nuova significativa incursione africana.
A complicare ulteriormente il quadro interviene il Mediterraneo, ancora eccezionalmente caldo dopo una stagione caratterizzata da anomalie importanti. In alcuni bacini attorno all’Italia, la superficie marina presenta temperature fino a 5°C oltre la media. Questo accumulo di calore può ostacolare il normale raffreddamento notturno, favorendo valori elevati soprattutto lungo le coste e nelle aree pianeggianti interne. Per la possibile svolta bisognerà attendere intorno al 13 settembre. Le proiezioni suggeriscono la discesa verso il Mediterraneo di correnti più fredde, potenzialmente in grado di indebolire l’anticiclone e favorire un’autentica rottura stagionale. Dopo l’estate più calda dal 2003 e una possibile sesta fiammata, potrebbe essere proprio quella la fase destinata ad aprire finalmente la porta all’autunno.
