Meningite, focolaio tra i giovani: scatta il piano vaccini

Torna alta l’attenzione sanitaria in Europa dopo il rapido diffondersi di un focolaio di meningite nel sud dell’Inghilterra. Le autorità parlano di una situazione “senza precedenti”, con contagi in aumento e misure urgenti già attivate.
Il focolaio nel Kent
L’epidemia si è sviluppata nella contea del Kent, nel sud-est dell’Inghilterra, dove il numero dei casi è salito a 20 tra confermati e sospetti .
Il bilancio è pesante:
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2 giovani morti
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diversi studenti ricoverati, alcuni in condizioni serie
Il focolaio è stato collegato soprattutto ad ambienti frequentati da giovani, tra cui università e locali notturni, dove il contagio è favorito dai contatti ravvicinati .
Il vaccino per migliaia di studenti
Per contenere la diffusione, le autorità sanitarie britanniche hanno avviato una campagna di vaccinazione mirata contro il meningococco B.
Il piano prevede la somministrazione del vaccino a circa 5.000 studenti dell’Università del Kent .
Parallelamente:
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oltre 2.500 persone hanno già ricevuto antibiotici preventivi
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migliaia sono state invitate a sottoporsi a controlli
Il contagio arriva anche in Francia
La situazione preoccupa anche fuori dal Regno Unito.
È stato infatti confermato almeno un caso in Francia legato direttamente al focolaio inglese, riguardante una persona rientrata dal Kent .
Al momento non risultano altri contagi collegati, ma le autorità francesi hanno rafforzato la sorveglianza sanitaria.
Cos’è la meningite e perché preoccupa
Il focolaio è legato al meningococco B (MenB), una forma batterica particolarmente aggressiva .
La meningite:
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si trasmette tramite contatti ravvicinati
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può evolvere rapidamente
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nei casi più gravi può essere fatale in poche ore
Le autorità: “Niente panico, ma attenzione”
Il governo britannico ha invitato alla calma, sottolineando che il rischio generale resta basso, ma ha comunque rafforzato le misure preventive.
L’obiettivo è evitare un’ulteriore diffusione, soprattutto tra giovani e studenti, considerati tra i più esposti.
Una situazione sotto osservazione
Il focolaio resta sotto stretto monitoraggio e potrebbe evolversi nei prossimi giorni, anche a causa del periodo di incubazione che può arrivare fino a due settimane.
L’allerta resta alta in tutta Europa, con le autorità sanitarie pronte a intervenire rapidamente in caso di nuovi casi.