Meloni: «Fioramonti si dimetta». Ecco che cosa ha scritto il ministro su Fb

Brutta aria per il ministro delle merendine. Il Giornale ha fatto un’inchiesta molto istruttiva selezionando molti commenti che su Fb Lorenzo Fioramonti ha postato in tempi passati: ne esce fuori un ministro “sessista e violento”, sempre ostile alle forze dell’ordine . Un vero e proprio “odiatore”, indegno di ricoprire una carica di tale rilevanza. Giorgia Meloni ne chiede le dimissioni: “Fioramonti si dimetta! Deliranti e ripugnanti i post dell’attuale Ministro dell’Istruzione nei quali Fioramonti inneggia alla morte dei carabinieri. Vomita insulti sessisti contro una donna impegnata in politica e ironizza sulla tragedia del terremoto dell’Aquila. Fratelli d’Italia esprime piena e incondizionata solidarietà alle nostre Forze dell’Ordine, ai cittadini che hanno vissuto sulla loro pelle il dramma del sisma e alla senatrice Daniela Santanchè». «E’ indegno di rappresentare una Nazione»

«Berlusconi iettatore, Santanché venduta»
Ecco alcune delle “perle” per comprendere meglio nelle mani di chi è stata messa la scuola italiana da questo governo abusivo. Si parte 2013, quando Fioramonti era Professore associato di Economia politica all’Università di Pretoria, in Sud Africa. Fioramonti si abbeverava alle fonti dei talk show italiani, come Servizio pubblico di Michele Santoro. Non risparmiava commenti sessisti e insulti a Daniela Santanché stritolata per la sua fedeltà di allora a Silvio Berlusconi e per il suo aspetto fisico. «Demente bugiarda e venduta», scriveva su Fb Fioramonti. «Se fossi una donna, le sputerei in faccia», scriveva ancora. La definizione di ministro da centro sociale, coniato in queste settimane, è anche troppo poco. Ecco cosa postava contro le Forze dell’Ordine, il tutto dopo aver visto il film Diaz sui fatti del G8 di Genova: «La polizia, allora come oggi, sembra più un corpo di guardia del potere, invece che una forza al servizio dei cittadini».

Fioramonti, un “odiatore” su Fb
Nel 2009 Fioramonti dipingeva Berlusconi come iettatore, responsabile di tutte le tragedie possibili: dell’11 Settembre 2001 a New York. Del terremoto de L’Aquila. Il Cavaliere veniva definito «imperatore della sfiga». Solo pr Beppe Grillo aveva parole di elogio: «Almeno l’ovazione a Grillo in studio mi fa sperare bene», chiosava Fioramonti seguendo la trasmissione di Santoro. Su giuliano Ferrara si sfogava: «Un’altra me…». Ma in un Paese normale uno così, potrebbe fare il ministro dell’Istruzione? L’identikit che emerge è terrificante. Il tutto mentre Il Fatto Quotidiano lo dipinge come una fuoriclasse. Il quotidiano diretto da Marco Travaglio si stupisce che un ministro come lui «che ha un curriculum vertiginoso in un governo peno di ministri senza laurea, dai media sia trattato da scemo». Addirittura il Fatto lo definisce troppo bravo, «un alieno ricalato in un paese che lui stesso percepisce come provinciale , depresso, involuto». Il gran finale del Fatto è allucinante: «Un giovane superqualificato in un mondo di stewart, odontotecnici, ministri mai diplomati o laureati per miracolo». No signori, uno così si deve dimettere.

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