Mattarella ha firmato 3 grazie: c’è anche il gioielliere
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato tre decreti di grazia individuale. La decisione, prevista dall’articolo 87 della Costituzione, arriva al termine dell’istruttoria del ministero della Giustizia, che ha espresso parere favorevole.
I provvedimenti riguardano tre persone con storie giudiziarie molto diverse. In tutti i casi, però, la valutazione ha tenuto conto di elementi specifici legati alla situazione personale e all’esecuzione della pena.
Tra i nomi compare quello del gioielliere, come riportato da tanti autorevoli quotidiani nazionali e il dibattito si è aperto.
Viene riportata l’attenzione sul particolare istituto della grazia presidenziale.
Per gli altri due destinatari, il provvedimento modifica la pena ancora da espiare.
Il Quirinale ha motivato ciascun intervento facendo riferimento agli elementi valutati dalle autorità competenti. Tra questi figurano pareri della magistratura e circostanze relative ai percorsi individuali.
Nel caso più noto, la vicenda del gioielliere ha suscitato grande attenzione nell’opinione pubblica e seguito giudiziario.
Ora la decisione di Mattarella introduce un nuovo capitolo nella storia, senza cancellare la condanna pronunciata dalla magistratura.
Ma quali sono le conseguenze concrete del provvedimento e perché il Quirinale è intervenuto proprio adesso?
La firma del presidente arriva dopo un iter istituzionale preciso. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, conclusa l’istruttoria prevista, ha espresso un avviso favorevole sui tre provvedimenti.
La grazia rappresenta una prerogativa del capo dello Stato prevista dalla Costituzione.
Ogni decisione viene però valutata sulla base delle circostanze specifiche del singolo caso.
Ad essere più attenzionata è la grazia concessa dal nostro Presidente al gioielliere.
Per il gioielliere Guido Gianni, nato nel 1960, la vicenda giudiziaria affonda le radici nel 2008, quando una rapina nella sua gioielleria di Nicolosi, nel Catanese, sfociò in un procedimento penale.
Gianni era stato condannato a dodici anni e quattro mesi per duplice e tentato omicidi* . Mattarella ha concesso una grazia parziale estinguendo tre anni e due mesi della pena.
La decisione ha tenuto conto del parere favorevole del magistrato di sorveglianza e dei cinque anni e tre mesi di pena già espiati.
Sono state inoltre considerate le condizioni di salute del condannato.
Dopo la riduzione, il residuo di pena di Gianni scende sotto i quattro anni.
Questo consente al Tribunale di sorveglianza di valutare l’eventuale affidamento in prova al servizio sociale, secondo quanto previsto dall’ordinamento penitenziario.











