Mario Roggero, sui social l’annuncio di Giorgia Meloni

Il caso di Mario Roggero torna al centro del dibattito politico con una nuova proposta contenuta nel ddl Sicurezza. A rilanciare il tema è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che attraverso un messaggio pubblicato sui social ha illustrato una delle misure previste dal provvedimento: impedire a chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato, così come ai suoi familiari, di chiedere un risarcimento civile.

Una posizione che riporta l’attenzione sulla vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori dopo l’assalto alla sua attività, e che continua a dividere l’opinione pubblica sul tema della legittima difesa.

Le parole di Giorgia Meloni

Nel suo intervento sui social, la premier ha spiegato la ratio della nuova disposizione contenuta nel ddl Sicurezza.

«Mi aggredisci. Mi difendo. E dovrei risarcirti io? Non è giusto. Con l’ultimo ddl Sicurezza introduciamo una regola di puro buon senso: chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato non può chiedere alcun risarcimento, né possono farlo i suoi familiari», ha scritto Meloni, accompagnando il messaggio con lo slogan: “Basta paradossi! Chi commette un reato non può pretendere un risarcimento per i danni subiti mentre delinque”.

La presidente del Consiglio ha poi ribadito la linea del Governo: «Chi viola la legge non può pretendere di essere risarcito da chi si è difeso. Lo Stato sta dalla parte delle persone perbene. Non dei criminali».

Pur senza citarlo esplicitamente, il riferimento al caso Roggero è apparso evidente.

Il caso Roggero

La vicenda risale all’aprile 2021, quando Mario Roggero reagì a una rapina nella sua gioielleria sparando contro tre uomini in fuga. Due dei rapinatori morirono, mentre un terzo rimase ferito.

Dopo il lungo iter giudiziario, la Cassazione ha reso definitiva la condanna del gioielliere a 14 anni e 9 mesi di reclusione, ritenendo che gli spari fossero stati esplosi quando il pericolo immediato era ormai cessato e che, quindi, non ricorressero i presupposti della legittima difesa.

La sentenza ha alimentato un ampio confronto tra chi ritiene necessario rafforzare le tutele per le vittime delle rapine e chi, invece, sottolinea la necessità di rispettare i limiti imposti dalla legge nell’uso della forza.

La questione del risarcimento

Oltre alla condanna penale, uno degli aspetti più discussi riguarda il procedimento civile. I familiari dei due rapinatori deceduti hanno avanzato una richiesta di risarcimento complessiva pari a 3,3 milioni di euro, una cifra che ha suscitato un acceso dibattito politico e mediatico.

Prima ancora della sentenza di primo grado, Roggero aveva versato 300 mila euro come offerta reale di risarcimento. Successivamente sono stati riconosciuti ulteriori 480 mila euro a titolo di provvisionale per il danno morale, portando l’importo complessivamente corrisposto a 780 mila euro.

 

Cosa prevede il ddl Sicurezza

La proposta sostenuta dal Governo punta a introdurre un principio secondo cui chi riporta danni mentre sta commettendo un reato non possa ottenere un risarcimento civile dalla persona che si è difesa, estendendo tale esclusione anche alle richieste avanzate dai familiari.

Secondo l’esecutivo, la norma intende evitare situazioni ritenute ingiuste e rafforzare la tutela di chi subisce un’aggressione. Resta ora da vedere quale sarà il percorso parlamentare del ddl Sicurezza e se la disposizione verrà confermata nel testo definitivo.

Nel frattempo, il caso Roggero continua a rappresentare uno dei simboli del confronto sulla legittima difesa in Italia, un tema che da anni divide politica, giuristi e opinione pubblica e che resta al centro del dibattito sulle future riforme della giustizia.