Michelle Hunziker, parole forti su Roberto Vannacci: “Se solo lui ascoltasse…”

Michelle Hunziker torna a raccontarsi senza filtri. In una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair, la conduttrice italo-svizzera ripercorre alcuni dei momenti più significativi della sua vita privata e professionale, soffermandosi sul grande amore con Eros Ramazzotti, sulla dolorosa fine del loro matrimonio e sull’impegno che da anni porta avanti contro la violenza sulle donne.
Tra ricordi emozionanti, riflessioni personali e prese di posizione sui temi di attualità, Hunziker mostra il lato più intimo di un percorso segnato da grandi soddisfazioni ma anche da profonde ferite.

L’incontro con Eros Ramazzotti e quel destino scritto anni prima
Ripensando all’inizio della storia d’amore con Eros Ramazzotti, Michelle racconta un episodio che oggi considera quasi un segno del destino.
«Ci siamo conosciuti in una discoteca a Milano Marittima. Avevo 18 anni. Ma avrei potuto incrociarlo molto prima», ricorda.
La conduttrice torna infatti con la memoria a quando aveva appena undici anni e partecipò a un concerto del cantante a Berna.
«Ero così emozionata. Per riuscire a essere in prima fila aspettai per ore davanti ai cancelli e poi rimasi schiacciata contro le transenne per tutto il concerto.»
L’emozione fu così intensa da farla svenire.
«Mi sono ritrovata in infermeria… con sua madre. Il giorno dopo una mia amica mi mostrò una foto con Eros. Io praticamente non l’avevo nemmeno visto. Però poi l’ho sposato», racconta con un sorriso, definendo quella coincidenza «una meraviglia del destino».
«Ci siamo lasciati quando ci amavamo ancora»
Tra i passaggi più toccanti dell’intervista c’è il ricordo della separazione da Eros Ramazzotti, avvenuta nel 2002, mentre il divorzio è arrivato alcuni anni dopo.
Michelle non nasconde quanto quella rottura abbia segnato la sua vita.
«Ci siamo dovuti lasciare in un momento in cui ci amavamo terribilmente. Spezzare un amore all’apice è la cosa peggiore che possa capitare.»
Secondo la conduttrice, la giovane età e l’inesperienza hanno impedito alla coppia di proteggere quel rapporto.
«Il dolore è stato troppo grande. Per questo non siamo tornati insieme. Ma ho capito che quell’uomo avrà sempre uno spazio nel mio cuore.»
Un sentimento che oggi, spiega, si è trasformato in un affetto profondo, libero da ogni forma di possesso.

L’impegno con Doppia Difesa
Nel corso dell’intervista, Michelle Hunziker affronta anche uno dei temi che considera più importanti della sua vita: la lotta contro la violenza sulle donne.
La conduttrice ricorda di aver vissuto in prima persona episodi di violenza fisica, psicologica e stalking, esperienze che l’hanno spinta a impegnarsi concretamente.
«Ho creato l’associazione Doppia Difesa per restituire qualcosa. Mi sono resa conto di essere stata fortunata perché avevo gli strumenti per proteggermi. Molte donne, invece, non li hanno.»
Nel 2007 ha fondato l’associazione insieme all’avvocata e senatrice Giulia Bongiorno, con l’obiettivo di offrire assistenza psicologica e legale alle vittime di violenza e contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno ancora molto diffuso.
La replica a Roberto Vannacci
In chiusura, Hunziker commenta anche alcune recenti dichiarazioni del generale Roberto Vannacci sul tema del femminicidio.
Alla domanda sulle affermazioni secondo cui il femminicidio «non esiste», la conduttrice risponde con fermezza.
«Che bestemmia! Se solo ascoltasse i genitori che aiutiamo a ottenere giustizia…»
Parole che confermano il forte coinvolgimento della conduttrice nella battaglia contro la violenza di genere e la volontà di utilizzare la propria notorietà per sostenere chi vive situazioni di abuso e promuovere una maggiore consapevolezza su una delle emergenze sociali più gravi degli ultimi anni.
Oggi, tra la famiglia, il ruolo di nonna del piccolo Cesare Augusto e l’attività televisiva, Michelle Hunziker continua a portare avanti anche il suo impegno civile, trasformando esperienze personali dolorose in un’occasione per aiutare altre donne e dare voce a chi spesso fatica a farsi ascoltare.