Manovra, Landini attacca dal corteo Cgil a Roma: «Fa abbastanza schifo, 14 miliardi per le armi»

«Per quello che vediamo finora fa abbastanza schifo». Maurizio Landini usa parole durissime per bocciare la manovra economica del governo guidato da Giorgia Meloni. Il segretario generale della Cgil, intervenuto sabato 17 ottobre alla manifestazione nazionale della Via Maestra a Roma, contesta le scelte dell’esecutivo e accusa la maggioranza di non mettere al centro le reali necessità dei cittadini, a partire dal potere d’acquisto di lavoratori e pensionati.

Al centro della polemica c’è soprattutto la spesa militare. «Dentro la legge di Bilancio l’unica cosa che capisco con chiarezza è che 14 miliardi verranno spesi in armi. Non è quello di cui abbiamo bisogno», afferma Landini, indicando nella destinazione delle risorse pubbliche uno dei principali motivi di scontro con il governo.

La protesta si inserisce in un confronto più ampio sulle politiche economiche e sociali del Paese. Per la Cgil, infatti, la priorità dovrebbe essere quella di aumentare gli stipendi, rafforzare i servizi pubblici e garantire maggiori tutele a chi lavora, anziché concentrare risorse sul riarmo.

La Via Maestra scende in piazza a Roma: «Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione»

La manifestazione della Via Maestra, promossa dalla Cgil insieme a oltre cento associazioni, realtà laiche e cattoliche e organizzazioni della società civile, ha attraversato il centro della Capitale con uno slogan che riassume le rivendicazioni della mobilitazione: «Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione».

Il corteo è partito da piazza della Repubblica intorno alle 14, diretto verso piazza del Popolo, dove sono previsti gli interventi conclusivi e il discorso di Landini.

La partecipazione nasce dalla volontà di mettere insieme diverse battaglie: dalla difesa dei salari alla lotta contro la precarietà, dal rafforzamento della sanità pubblica alla tutela dell’ambiente, fino alla richiesta di una politica internazionale maggiormente orientata alla diplomazia.

Nel mirino del sindacato c’è una legge di Bilancio che, secondo Landini, non offrirebbe risposte adeguate alle difficoltà economiche delle famiglie e alle esigenze del mondo del lavoro.

«La sicurezza non è armarsi»: Landini contesta le priorità del governo

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento del segretario della Cgil riguarda il concetto stesso di sicurezza. Landini contesta l’idea che il rafforzamento della difesa militare possa rappresentare la risposta principale alle preoccupazioni dei cittadini.

«La sicurezza non è armarsi, la sicurezza è far funzionare le cose, avere uno Stato sociale, avere un lavoro. Questa è la sicurezza che noi vogliamo», dichiara dal corteo.

Il messaggio è chiaro: secondo il sindacato, la sicurezza passa anche dalla possibilità di avere un’occupazione stabile, stipendi sufficienti per vivere dignitosamente, servizi sanitari accessibili e scuole adeguatamente finanziate.

Per questo la Cgil chiede di rivedere le priorità della spesa pubblica, destinando maggiori risorse alle politiche sociali e agli investimenti che incidono direttamente sulla vita quotidiana delle persone.

La critica alla spesa militare diventa così il simbolo di una contrapposizione più ampia tra due visioni delle priorità nazionali: da una parte quella del governo, dall’altra quella sostenuta dalla mobilitazione sindacale.

Salari, pensioni e fisco: «La gente non ce la fa più»

Tra le richieste principali della Cgil c’è l’aumento delle retribuzioni, considerato indispensabile per contrastare la perdita di potere d’acquisto provocata dal caro vita.

Landini chiede interventi sul sistema fiscale per alleggerire il peso delle imposte sui redditi da lavoro e sulle pensioni, oltre a misure capaci di sostenere concretamente le famiglie.

«Chiediamo di aumentare i salari, attraverso un intervento sul fisco, di investire sulla sanità, di mettere fine alle morti sul lavoro», afferma il segretario generale.

Un altro tema sollevato riguarda il cosiddetto fiscal drag, il meccanismo per cui, in presenza di aumenti nominali dei redditi dovuti all’inflazione, il contribuente può finire per pagare più imposte senza registrare un reale incremento del proprio potere d’acquisto.

Secondo Landini, questo fenomeno sottrarrebbe nell’anno in corso altri 4,5 miliardi di euro a lavoratori dipendenti e pensionati. La Cgil chiede quindi misure per restituire queste risorse ai contribuenti interessati.

«Siamo in piazza perché la gente non ce la fa più», sottolinea il leader sindacale, richiamando le difficoltà di chi deve affrontare bollette, spesa alimentare e altre spese quotidiane con redditi che, secondo la sua analisi, non sono sufficienti a garantire una vita serena.

Sanità pubblica, scuola e sicurezza sul lavoro: le richieste della Cgil

La piattaforma della Via Maestra non si limita alle questioni salariali. Tra gli obiettivi indicati figurano anche il rafforzamento della sanità pubblica, maggiori investimenti nell’istruzione e interventi più incisivi per prevenire gli incidenti sul lavoro.

Il sindacato propone di portare la spesa sanitaria pubblica al 7,5% del Pil e quella per l’istruzione al 5%, chiedendo un impegno strutturale per migliorare la qualità dei servizi e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle prestazioni.

Particolare attenzione viene riservata anche alle morti sul lavoro, un problema che la Cgil considera una delle emergenze più gravi del Paese. Per Landini, la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro deve diventare una priorità concreta delle politiche pubbliche.

Sul fronte occupazionale, il segretario generale sollecita inoltre interventi capaci di garantire prospettive industriali ai lavoratori dell’Ilva e del comparto degli elettrodomestici, settori che attraversano difficoltà e che richiedono strategie di lungo periodo.

La richiesta è quella di una politica industriale in grado di difendere l’occupazione, sostenere la trasformazione produttiva e offrire nuove opportunità soprattutto ai giovani.

Precariato e diritto alla casa: nel mirino le difficoltà delle famiglie

Un altro punto centrale della mobilitazione riguarda il lavoro precario, che secondo il sindacato continua a penalizzare soprattutto giovani e donne.

La Cgil chiede di superare le forme di occupazione caratterizzate da instabilità e bassi salari, favorendo condizioni lavorative che consentano di costruire un futuro senza essere costretti a vivere nell’incertezza.

Alla questione occupazionale si affianca quella abitativa. Tra le rivendicazioni della manifestazione figura infatti un piano per il diritto alla casa, ritenuto necessario per rispondere alle difficoltà di chi fatica a sostenere affitti e costi abitativi.

La piattaforma comprende inoltre misure contro il carovita, una maggiore progressività fiscale e investimenti nella transizione ecologica, con l’obiettivo di coniugare sviluppo economico, tutela ambientale e giustizia sociale.

Schlein e Conte attesi alla manifestazione

Alla mobilitazione romana era annunciata anche la partecipazione di Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, e Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle.

La presenza dei leader delle principali forze di opposizione si inserisce nel confronto politico sulla manovra economica e sulle scelte del governo Meloni. Le rivendicazioni della Cgil, pur avendo una matrice sindacale e sociale, si intrecciano infatti con il dibattito parlamentare sulle priorità della spesa pubblica.

Il nodo centrale resta quello delle risorse disponibili e della loro destinazione: come sostenere i redditi, rafforzare i servizi e affrontare le trasformazioni economiche senza trascurare le esigenze di sicurezza e gli impegni internazionali dell’Italia.

Per Landini, la direzione scelta dall’esecutivo non risponderebbe adeguatamente alle urgenze sociali. Da qui la richiesta di un cambio di passo e di una manovra maggiormente orientata a lavoratori, pensionati e famiglie.

Lo scontro sulla manovra è appena iniziato

La manifestazione della Via Maestra rappresenta un segnale di opposizione alle politiche economiche del governo e un tentativo di riportare al centro dell’agenda pubblica salari, welfare e diritti sociali.

Le parole di Landini, particolarmente dure nei confronti della legge di Bilancio, rendono evidente la distanza tra la Cgil e l’esecutivo sulle priorità da finanziare. Il sindacato chiede più risorse per sanità, istruzione, occupazione e sicurezza sul lavoro, contestando al tempo stesso l’aumento della spesa militare.

La partita sulla manovra resta legata alle decisioni che il governo assumerà e al confronto con le parti sociali e politiche. Intanto, dalla piazza romana arriva un messaggio preciso: per la Cgil, la sicurezza del Paese non può essere valutata soltanto attraverso la capacità di difesa, ma deve passare anche dalla qualità del lavoro, dalla tenuta dei servizi pubblici e dalle condizioni materiali in cui vivono i cittadini.