Mancini, prime parole da ct: “Ho sbagliato e mi dispiace. È come quando perdi la donna della tua vita”

La Nazionale italiana apre un nuovo capitolo affidandosi nuovamente a Roberto Mancini e Claudio Ranieri. Nella sede della Federazione, insieme al presidente Giovanni Malagò, i due hanno presentato il nuovo corso azzurro, illustrando obiettivi, idee e priorità per rilanciare l’Italia ai vertici del calcio internazionale.

Tra i momenti più attesi della conferenza stampa c’è stato il ritorno pubblico di Mancini sulla panchina azzurra, tre anni dopo il suo addio per l’esperienza in Arabia Saudita. Il commissario tecnico ha affrontato senza esitazioni uno dei temi più delicati del suo passato recente, riconoscendo di aver commesso un errore.

Mancini: “Ho sbagliato, la Nazionale è come un grande amore”

«Ho sbagliato e mi dispiace. Sono innamorato della Nazionale, è come perdere la donna della propria vita per un errore». Con queste parole il nuovo ct ha espresso il proprio rammarico per la scelta che lo aveva portato lontano dall’Italia.

Mancini ha ringraziato Giovanni Malagò per la fiducia accordatagli e ha assicurato il massimo impegno per ripagare questa nuova opportunità con risultati all’altezza delle aspettative.

Il tecnico ha inoltre spiegato di aver ricucito il rapporto con il presidente federale Gabriele Gravina, assumendosi ogni responsabilità per quanto accaduto.

«Se ci fossimo parlati, probabilmente non sarebbe successo nulla», ha dichiarato.

L’obiettivo: tornare a vincere

Il commissario tecnico non ha nascosto le ambizioni del nuovo progetto.

«Vogliamo vincere tutte le partite», ha affermato, indicando come traguardi il ritorno dell’Italia tra le protagoniste della Nations League, degli Europei e soprattutto dei Mondiali, competizione che gli azzurri inseguono dopo due mancate qualificazioni consecutive.

Sul piano tattico, Mancini ha annunciato che la squadra ripartirà dal 4-3-3, modulo destinato a diventare il punto di riferimento dell’intero movimento azzurro.

L’intenzione è quella di uniformare il lavoro delle nazionali giovanili, dall’Under 19 all’Under 21, così da favorire un percorso tecnico condiviso e facilitare il passaggio dei giovani alla Nazionale maggiore.

Fiducia nei giovani e negli attaccanti italiani

Nel corso della conferenza, Mancini ha ribadito la necessità di avere il coraggio di puntare sui giovani talenti.

Come esempio ha ricordato la convocazione di Nicolò Zaniolo, chiamato in Nazionale prima ancora di esordire in Serie A, sottolineando come il talento debba essere valorizzato senza timori.

Per quanto riguarda il reparto offensivo, il ct ha indicato Pio Esposito, Moise Kean e Mateo Retegui tra i giocatori chiamati a raccogliere l’eredità lasciata da Ciro Immobile, simbolo dell’attacco azzurro negli ultimi anni.

Ranieri: “Il calcio deve tornare accessibile”

Accanto a Mancini, il nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri ha allargato lo sguardo al futuro dell’intero movimento calcistico italiano.

Secondo l’ex allenatore, il rilancio della Nazionale passa innanzitutto dalle scuole calcio, oggi sempre meno accessibili per molte famiglie a causa dei costi elevati.

Ranieri ha annunciato l’intenzione di avviare un confronto con società, istituzioni e operatori del settore per individuare soluzioni che consentano a un numero sempre maggiore di bambini di avvicinarsi al calcio.

Più tecnica, meno tattica

Tra i temi affrontati anche la formazione dei giovani calciatori.

Per Ranieri, in Italia si dedica ancora troppa attenzione agli aspetti tattici a discapito dello sviluppo delle qualità tecniche individuali.

Una situazione che, a suo giudizio, emerge soprattutto nel delicato passaggio dall’Under 21 alla Nazionale maggiore.

L’obiettivo sarà quindi quello di valorizzare maggiormente il talento individuale, riducendo al tempo stesso la pressione del risultato nei settori giovanili.

Più spazio agli italiani

Mancini e Ranieri hanno affrontato anche il tema della crescente presenza di calciatori stranieri nei campionati italiani.

Entrambi hanno evidenziato la necessità di offrire maggiori opportunità ai giovani italiani, auspicando anche un coinvolgimento delle istituzioni per favorire lo sviluppo del movimento calcistico nazionale.

Ranieri ha inoltre spiegato di non essersi mai pentito della scelta di rifiutare la panchina azzurra dopo l’addio di Luciano Spalletti, motivando quella decisione con il legame costruito con la Roma e con gli impegni assunti nei confronti del club.

Malagò: “Scelta condivisa”

A chiudere la presentazione è stato il presidente della Federazione, Giovanni Malagò, che ha raccontato alcuni retroscena della nomina del nuovo commissario tecnico.

Tra questi, un messaggio ricevuto dal capitano della Nazionale Gianluigi Donnarumma, che avrebbe espresso il proprio favore per il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra.

Malagò ha inoltre confermato che la scelta è stata condivisa con il presidente federale Gabriele Gravina e ha affrontato anche il tema del progetto della Fifa sulla gestione commerciale dei Mondiali. Secondo il presidente federale, la questione sarà al centro del confronto tra le principali federazioni europee, con la Uefa guidata da Aleksander Ceferin pronta a esprimere le proprie perplessità.

Un nuovo inizio per gli Azzurri

L’Italia riparte dunque da un progetto che punta a coniugare esperienza, continuità e valorizzazione dei giovani. Il ritorno di Roberto Mancini rappresenta una nuova occasione per rilanciare la Nazionale dopo anni complicati, mentre il lavoro di Claudio Ranieri sarà rivolto alla crescita dell’intero movimento.

L’obiettivo comune è chiaro: restituire entusiasmo ai tifosi e riportare gli Azzurri stabilmente tra le grandi protagoniste del calcio internazionale.