“Se non avessi fatto la politica…”. Meloni, ecco cosa sarebbe diventata: assurdo!

Un sogno nel cassetto rimasto tale, ma che ancora oggi influenza il suo modo di intendere la politica e le relazioni internazionali. Intervenendo al Ministero dell’Istruzione e del Merito in occasione dell’evento “Gli studenti italiani in Europa”, dedicato alla promozione dell’apprendimento delle lingue straniere, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha condiviso un ricordo personale, raccontando quale professione avrebbe voluto intraprendere prima dell’impegno politico.

Davanti a una platea di studenti, la premier ha spiegato che il suo desiderio, da giovane, era diventare interprete, una passione che nasceva dall’interesse per le lingue e dalla convinzione che la comunicazione rappresenti uno strumento fondamentale per creare relazioni tra persone e culture diverse.

«Da ragazza sognavo di fare l’interprete»

Nel corso del suo intervento, Meloni ha raccontato come l’interesse per le lingue straniere abbia accompagnato la sua formazione fin da giovane.

Prima di dedicarsi completamente alla politica, ha spiegato, immaginava un futuro da interprete, una professione che le avrebbe consentito di favorire il dialogo tra persone appartenenti a Paesi e realtà culturali differenti.

Un progetto di vita poi superato dall’impegno politico, ma che continua a riflettersi nell’importanza che attribuisce ancora oggi alla conoscenza diretta delle lingue.

Il valore della comunicazione senza intermediari

Partendo dalla propria esperienza istituzionale, la presidente del Consiglio ha sottolineato quanto sia importante poter dialogare direttamente con i leader stranieri.

Pur riconoscendo il ruolo fondamentale degli interpreti nelle relazioni internazionali, Meloni ha osservato che la traduzione, per quanto accurata, non riesce sempre a trasmettere tutte le sfumature della comunicazione personale.

Secondo la premier, parlare la stessa lingua consente di cogliere non soltanto il significato delle parole, ma anche il tono, l’ironia, le emozioni e le intenzioni dell’interlocutore, elementi che possono risultare determinanti durante un confronto diplomatico.

L’importanza di studiare all’estero

Rivolgendosi agli studenti presenti, Meloni ha poi lanciato un invito a cogliere tutte le opportunità offerte dai programmi di mobilità internazionale.

Per imparare davvero una lingua, ha spiegato, non basta lo studio teorico svolto in aula. È fondamentale vivere nel Paese in cui quella lingua viene parlata, confrontarsi quotidianamente con la cultura locale e sperimentare direttamente usi, tradizioni ed espressioni tipiche.

Solo attraverso un’immersione completa, ha sottolineato, è possibile acquisire una conoscenza autentica della lingua e sviluppare una maggiore capacità di comprendere contesti culturali differenti.

Una competenza strategica per il futuro

L’intervento della presidente del Consiglio si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per incentivare la conoscenza delle lingue straniere e rafforzare le opportunità di formazione internazionale per gli studenti italiani.

Attraverso il racconto della propria esperienza personale, Meloni ha voluto evidenziare come la padronanza delle lingue rappresenti oggi una competenza strategica, non soltanto dal punto di vista professionale, ma anche nelle relazioni istituzionali e diplomatiche.

In un mondo sempre più interconnesso, ha concluso, la capacità di comunicare senza barriere linguistiche costituisce un valore aggiunto per i giovani e uno strumento fondamentale per costruire rapporti di fiducia e collaborazione a livello internazionale.