Macron blinda il confine con l’Italia: “Terrorismo legato ai flussi migratori”

Macron blinda il confine con l’Italia: “Terrorismo legato ai flussi migratori”

“Oggi 2.400 poliziotti, gendarmi, Crs e militari controllano i confini con l’Italia e la Spagna. Questo numero sarà raddoppiato nei prossimi giorni”. Dopo le polemiche sul terrorista di Nizza arrivato in Francia attraverso il nostro Paese, il presidente Emmanuel Macron punta dritto a una stretta sui principali canali di accesso dell’immigrazione clandestina in terra transalpina, tra cui proprio quello che passa attraverso il confine italiano. E chiede a gran voce una riforma di Schengen, ossia delle regole che governano la libera circolazione di persone e merci all’interno dell’Ue.

 

 

Riformare Schengen

Dopo aver visitato l’altra frontiera critica, quella spagnola, Macron ha rilasciato una serie di dichiarazioni in cui preannuncia un’iniziativa francese su Schengen, che, a suo giudizio, va rifondato “in profondita”. Le prime proposte le poterà ai leader Ue nel corso del summit programmato per dicembre a Bruxelles (Covid permettendo): è necessario “ripensare l’organizzazione”, “intensificare” la protezione comune alle frontiere con una “vera polizia di sicurezza” e rafforzare “l’integrazione” delle regole, ha detto il capo dell’Eliseo. Macron ha sottolineato inoltre il bisogno di costruire un “funzionamento congiunto dei nostri ministri responsabili dell’Interno e della sicurezza affinché l’Europa funzioni in modo più integrato su questo tema”. Nessun accenno, invece, alla questione dei canali di finanziamento dei terroristi, oggetto di divisioni in Ue quando il tema tocca le norme sull’antiriciclaggio (e la proposta da tempo sul tavolo europeo di una nuova autorità di vigilanza unica con poteri di controllo efficaci).

Il plauso della Lega

L’idea di rifondare Schengen piace alla Lega: “Lo chiediamo da tempo”, dice Marco Campomenosi, capo delegazione del Carroccio al Parlamento europeo, che aggiunge: “I confini tra Paesi europei devono essere percorribili in sicurezza da cittadini, lavoratori frontalieri e turisti. Finalmente la Francia si è accorta che il problema è a Lampedusa e non a Ventimiglia: le politiche buoniste e dell’accoglienza indiscriminata portate avanti da questa Europa hanno clamorosamente fallito, la sicurezza dei cittadini deve avere la priorità e gli Stati sovrani devono avere un ruolo centrale”, ha concluso l’esponente leghista.

Raddoppiati i controlli a Ventimiglia

Nell’attesa di conoscere la proposta di riforma annunciata da Macron (e vedere se incontra davvero le istanze della Lega), la Francia raddoppia i controlli a Ventimiglia, “tenuto conto dell’evoluzione della minaccia terroristica” e per “combattere l’immigrazione clandestina”, ha detto il capo dell’Eliseo in una intervista televisiva, aggiungendo di ritenere che “azioni terroristiche possano essere condotte da persone che sfruttano i flussi migratori”. Su questo punto potrebbe trovare un’intesa con il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, che ha organizzato un incontro proprio con Macron per valutare “iniziative europee nella lotta al terrorismo islamista e all’Islam politico”. Kurz, come tanti esponenti politici, soprattutto di destra, lega la questione religiosa a terrorismo e migrazione.

Macron vs Islam?

Il presidente francese, nei giorni scorsi, aveva rilasciato dichiarazioni che strizzavano l’occhio a questo tipo di retorica. Venendo duramente attaccato non solo dalla sinistra, ma da un editoriale (poi rimosso) del giornale del gotha della finanza, il quotidiano britannico “Financial Times”, che lo aveva accusato di stigmatizzare per fini elettorali i francesi musulmani. “La Francia si batte contro il separatismo islamista, mai contro l’Islam”, ha scritto Macron in una lettera di risposta all’editoriale. “Non lascerò nessuno affermare che la Francia, il suo Stato, coltiva il razzismo nei confronti dei musulmani”, ha affermato Macron. “In certi quartieri e su Internet, gruppi legati all’Islam radicale insegnano ai bambini francesi l’odio della Repubblica, chiedono di non rispettare le leggi”, scrive il presidente. “Non mi credete? Rileggete gli scambi, gli appelli all’odio diffuso in nome di un Islam sconfessato, sui social network che alla fine hanno portato alla morte del professore Samuel Paty alcuni giorni fa. Andate a visitare i quartieri dove delle bambine di tre o quattro anni portano il velo integrale” e “sono cresciute in un progetto di odio dei valori della Francia”, afferma il presidente.