Lopalco s’inventa il complotto: “Virus sparito per favorire il nord”


La vita è un giro di valzer. Lo sa bene Pierluigi Lopalco che, dopo esser stato onnipresente in tv nei mesi più difficili dell’epidemia, ha deciso di candidarsi alle prossime elezioni regionali in Puglia.

Una sorta di Batman della sanità: quando indossa il camice fa il virologo, con maglietta e chiodo (giacca e cravatta sono ormai cose vetuste) il politico. Scelta legittima, sia chiaro. Quello che non comprendiamo è perché Lopalco debba mettersi a fare politica sfruttando il Covid-19 (cosa di cui, tra l’altro, accusa gli avversari).

Secondo quanto riporta Il Corriere, per il professore la ripresa dei contagi sarebbe infatti da ricercare in un machiavellico piano del nord per far ripartire il mercato delle cliniche private. “Se noi abbiamo questa ripresa del Covid 19 è anche per effetto di una propaganda scriteriata di alcune forze politiche del nord che doveva dire che il virus non esiste e che quindi potevamo tornare a curarci nelle cliniche del nord perché sono sicure”. E ancora: per Lopalco ci troveremmo di fronte a “una bugia che hanno provato a venderci nelle televisioni dicendo che il virus fosse clinicamente morto o si era indebolito: avevano bisogno di far ripartire un mercato che è importantissimo, il mercato della sanità”.

Capito? Sono state le televisoni a fregarci. Le terapie intensive vuote (almeno per ora) e la malattia che diventa meno letale soprattutto perché colpisce i più giovani sarebbero tutte finzioni. Ripetiamo l’ovvio, visti i tempi che corrono: solo un cretino può credere che Covid-19 non esista. Negli scorsi mesi, in Italia il nuovo coronavirus ha dimostrato tutta la sua devastante potenza e gli oltre 35mila morti sono lì a ricordarcelo. Eppure, la situazione di oggi è profondamente diversa e negarla significa favorire proprio quel terrorismo mediatico che Lopalco ha sempre combattuto dagli schermi delle tv che oggi rimprovera.

Come mai questo cambiamento? La campagna elettorale c’entra per caso qualcosa? Prosegue il virologo/politico: “Per alcune regioni del nord la sanità non è servizio sanitario, ma mercato sanitario. In Lombardia la sanità è una macchina da prestazione. Entri, ti curo e te ne vai velocemente perché,… avanti un altro. In questo modo la Puglia, verso le regioni del nord, spende 250 milioni e 100 milioni sono per il privato”. Ora, di fronte al continuo andirivieni di pugliesi in Lombardia per curarsi, come mai Lopalco non si chiede il perché? Se un barese preferisce curarsi al San Raffaele ci sarà un motivo? Si chieda a Rocco Casalino, membro di un partito che ha fatto della guerra alle cliniche private una bandiera e che, una volta che si è trovato a decidere, ha deciso di farsi ricoverare proprio in uno dei tanto vituperati istituti lombardi.

“Credo di fare il mestiere più bello del mondo”, scrive Lopalco su Twitter. Ma ancora non è chiaro se si riferisca al politico o al virologo.