Legge elettorale, appello di Vannacci a FdI: “Voti emendamento opposizioni per preferenze pure”

La partita sulla nuova legge elettorale entra in una fase decisiva e il baricentro del confronto politico si sposta al Senato. Il nodo centrale attorno cui ruotano gli equilibri del Parlamento è quello delle preferenze, un tema chiave che definisce il rapporto diretto tra elettori, candidati e partiti. È proprio su questo terreno che si inserisce la presa di posizione di Roberto Vannacci, il quale ha deciso di rivolgersi direttamente alla principale forza di maggioranza, mettendo a dura prova la tenuta politica del centrodestra.
Attraverso i propri canali social, alla vigilia della discussione a Palazzo Madama, il leader di Futuro Nazionale ha lanciato un appello esplicito a Fratelli d’Italia affinché sostenga un emendamento promosso dalle opposizioni (con il Pd in prima linea) per introdurre le preferenze libere ed eliminare i candidati blindati.

Il richiamo al precedente alla Camera e il nodo delle “preferenze meticce”
Alla base della richiesta dell’ex generale c’è una questione di continuità: l’emendamento delle opposizioni rispecchia infatti una proposta che lo stesso movimento di Vannacci aveva già presentato alla Camera.
Nel mirino del leader di Futuro Nazionale c’è il sistema delle cosiddette preferenze miste previste nel testo della riforma, soprannominata Melonellum. «FdI ad oggi ha introdotto delle preferenze meticce, cioè con capilista bloccati che rappresentano una grossa presa in giro nei confronti del popolo italiano», ha attaccato Vannacci. Da qui la richiesta diretta al partito di Giorgia Meloni di votare l’emendamento per le preferenze pure, chiamando in causa la linearità del partito: «Mi appello a tutta la destra e, soprattutto, a Fratelli d’Italia, che alla Camera aveva votato il nostro emendamento: votate anche questo. Ne va della coerenza di FdI: perché votare sì alla Camera e votare no al Senato sulla stessa proposta?».

L’arma del vecchio manifesto
Per rafforzare il messaggio e rendere ancora più esplicito il pressing politico, Vannacci ha accompagnato le sue dichiarazioni rilanciando sui social un vecchio manifesto propagandistico di Fratelli d’Italia. Un’immagine in cui campeggiava uno slogan netto: «No alle liste bloccate. Siano direttamente i cittadini a scegliere i parlamentari».
Un ripescaggio che trasforma una vertenza tecnica in un banco di prova ideale e identitario: secondo l’ex generale, FdI non può smentire la linea che ne ha caratterizzato l’opposizione negli anni passati.
«Ridiamo sovranità al popolo»: le crepe nella maggioranza
Andando oltre la singola dinamica d’aula, Vannacci ha allargato la critica all’intero funzionamento del sistema politico, invocando un ritorno alla sovranità popolare: «Al di là delle barriere ideologiche, delle stanze del potere, delle manovre di palazzo e di una politica rancida e stantia, dovrebbe contare una cosa su tutte: l’obiettivo di fare il bene dell’Italia e degli italiani. Gli italiani vogliono tornare a eleggere direttamente i propri rappresentanti, senza listini bloccati e senza riservare posti agli ‘unti’ dalle segreterie di partito. Ridiamo agli italiani il diritto di scegliere chi li rappresenta. Ridiamo sovranità al popolo».
Il passaggio parlamentare si preannuncia adesso ad alta tensione. Se Fratelli d’Italia sta ancora valutando la propria posizione ufficialmente, gli alleati di governo — Forza Italia e Lega — mantengono un netto orientamento contrario alla modifica. Il voto dell’aula del Senato rappresenta quindi non soltanto uno snodo tecnico sul futuro della legge elettorale, ma un test politico sui delicati equilibri della maggioranza e sulla tenuta interna dell’area di centrodestra.