Il discorso parte da una constatazione allarmante e invita a riflettere sull’efficacia degli strumenti utilizzati finora per garantire una pace duratura.
Nel ragionamento emergono scontri sempre più numerosi, istituzioni messe alla prova e la necessità di recuperare una diplomazia efficace.
Non viene annunciato un nuovo conflitto globale imminente: il passaggio utilizza invece una formula simbolica per descrivere l’insieme delle guerre e delle crisi contemporanee.
A parlare è Giorgia Meloni, la quale ricorda che nel mondo erano in corso 56 conflitti armati e cita Papa Francesco descrivendo lo scenario come un “terzo scontro mondiale combattuta a pezzi”. Nel suo intervento accusa inoltre la Russia di aver violato il diritto internazionale con l’invasione dell’Ucraina e sostiene che pace, dialogo e diplomazia non riescano più, da soli, a prevalere.
Meloni non annuncia l’inizio di un terzo scontro mondiale, ma riprende l’espressione di Papa Francesco per rappresentare l’attuale frammentazione dei conflitti. Nel medesimo discorso affronta Gaza, chiedendo che Israele rispetti il principio di proporzionalità, e invoca una profonda riforma dell’ONU, giudicando l’attuale architettura multilaterale non più adeguata alle sfide contemporanee.


