“Perché le opposizioni non parlavano?”. Luciana Lamorgese risponde così al caso di Brahim Aoussaoui, il tunisino estremista islamico che ha ucciso tre persone nella cattedrale di Nizza giovedì mattina al grido Allah akbar. Un orrore su cui ha qualche responsabilità anche l’Italia, dato che il giovane era arrivato a Lampedusa su un barchino lo scorso settembre, prima di andare in Francia a compiere il suo delirio radicale. “Non era stato segnalato né dalle autorità tunisine né dall’intelligence – ha spiegato la ministra degli Interni, scaricando ogni responsabilità dal Viminale – Era entrato il 20 settembre e il 9 ottobre è stato spiccato un ordine di respingimento con obbligo di lasciare il territorio nazionale”.

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Dal piano tecnico, però, la Lamorgese (che giovedì. così come il premier Giuseppe Conte, non aveva rilasciato alcun commento sulla vicenda) passa rapidamente all’accusa politica contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni. “Mi chiedo come mai le forze di opposizione che oggi si sono scusate con la Francia non hanno ritenuto di scusarsi in altri casi gravi simili che si sono verificati in passato. Mi riferisco agli attentati di Londra 0 sulla Rambla di Barcellona, nel 2017″.  Questo, ha concluso la Lamorgese, “è il momento di fermarci, essere vicini al popolo francese ed essere vicini all’Europa, perché questo è un attacco all’Europa”.

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