Le dichiarazioni di Matteo Bassetti, direttore della Clinica Patologie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, sono arrivate come un fulmine a ciel sereno.
L’esperto ha dichiarato che le lattine contenenti bisfenolo A possono provocare tumori e gravi problemi di infertilità. Nonostante il divieto imposto dall’Unione Europea a partire dal 20 gennaio 2025, molti di questi prodotti restano in commercio a causa di deroghe che permettono lo smaltimento delle scorte.
L’infettivologo ha spiegato che questa sostanza è un potente interferente endocrino, capace di alterare l’equilibrio ormonale e favorire lo sviluppo di neoplasie, in particolare al seno e alla prostata. Il rischio maggiore deriva dalla migrazione della sostanza dal rivestimento della lattina direttamente al cibo o alla bevanda, un processo accelerato dal calore o dal tempo di conservazione.
Le autorità competenti monitorano la situazione, ma il consumatore deve imparare a difendersi autonomamente in questa fase di transizione. Per riconoscere i contenitori più sicuri, è fondamentale cercare la dicitura “BPA free” sulle confezioni, segno che l’azienda ha già adottato rivestimenti alternativi privi di bisfenolo.
Oltre ai rischi oncologici, Bassetti ha sottolineato il suo effetto negativo sulla capacità riproduttiva sia maschile che femminile, definendo l’esposizione a tali sostanze come una minaccia per le future generazioni. La lotta per la sicurezza alimentare si sposta ora sul piano della consapevolezza individuale, in attesa che le corsie dei negozi vengano definitivamente liberate da ogni traccia di questo composto pericoloso.



